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Sinead O’Connor accusa di truffa l’agente correggese

di Serena Arbizzi
Sinead O’Connor accusa di truffa l’agente correggese

La cantante irlandese: «Lo staff ci guadagna, io ci rimetto». La difesa della manager Rita Zappador: «Ogni cachet è concordato»

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CORREGGIO. È guerra aperta tra la cantante irlandese Sinead O’Connor e il suo staff, accusato dall’artista di “Nothing compares to you” di averla truffata. Il caso riguarda anche Correggio, visto che tra gli ormai ex fedelissimi della O’Connor figurava anche la manager Rita Zappador, la cui agenzia, Modus in Rebus, ha sede nei pressi della zona industriale di Correggio.

Rita Zappador, che rappresenta artisti internazionali del calibro di Patti Smith e Antony and the Johnsons, è stata bersaglio di pesanti accuse da parte della cantante irlandese sul suo profilo facebook.

Sinead O’Connor non usa giri di parole nel licenziare il suo staff, accusandolo di averla non solo truffata, ma anzi, “violentata”. Oggetto del contendere i conti riguardanti il suo tour e l’artista pubblica, attraverso un lungo intervento sulla sua pagina ufficiale di facebook, un’invettiva corredata da un documento che contiene diverse somme.

«La mia paga per tre concerti in Germania: 500 euro. In confronto a quello che hanno guadagnato tutti gli altri» riassume poi Sinead O’Connor, la quale analizza cifra per cifra i costi che le sono stati addebitati, concludendo che il suo lavoro «ha fruttato 48.000 euro ma io ce ne ho rimessi 4.000. Considerate che queste cose le band non le gestiscono da soli, ma si affidano a manager e agenti...».

E l’esortazione finale, che non lascia spazio a dubbi: «Fareste meglio a procurarvi degli ottimi avvocati».

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Tra i nomi citati c’è soprattutto quello della booking agent Rita Zappador, la quale ha già provveduto ad adire le vie legali per la sua difesa. «Il documento che Sinead O’Connor ha postato su facebook è una parte di una complessa polizza assicurativa che non ha niente a che fare con il bilancio consuntivo di un tour. Inoltre è un documento riservato ed è protetto dalla legge sulla privacy – scrive Rita Zappador – Ad ogni modo è doveroso spiegare che ogni offerta per concerti e tour di Sinead O’Connor è sempre stata inviata al management per approvazione, dato che il ruolo di booking agent presuppone di non avere l’autorità di prendere decisioni autonomamente.

"Pertanto ogni cachet, per basso o alto che fosse, era sempre perfettamente noto a manager e artista, che approvavano e confermavano le date alle condizioni proposte. Inoltre il compenso del booking agent è sempre fisso al 10% del cachet approvato dal management, quindi non suscettibile di variazioni. I production costs ovviamente sono invece costi di produzione, non è un guadagno ma spese sostenute per conto di Sinead, quindi ogni insinuazione che questi siano parte di un profitto è priva di fondamento».

«Nello specifico caso che viene sollevato del tour tedesco – prosegue Rita Zappador – il cachet basso è motivato dalla scarsa vendita di biglietti (una media di 6-700 biglietti a data) che ovviamente incide sull’incasso finale, visto che il compenso dell’artista dipende dal numero degli spettatori. Inoltre, ad aggravare il bilancio, il tour tedesco è stato modificato all’ultimo momento causa un’improvvisa cancellazione da parte dell’artista. Tale cancellazione, per fortuna poi recuperata in seguito, comportò una serie di costi aggiuntivi dovuti alla riemissione dei voli, riprenotazione di hotel ecc.

"E’ importante sottolineare che i cachet pagati a Sinead O’Connor nel 2015 (per cinque concerti più il tour australiano) sono stati assolutamente considerevoli e devo aggiungere che per tre anni non si è mai lamentato nessuno del livello di guadagno dell’artista, grazie a una oculata gestione delle spese e a una costanza nell’eseguire i concerti anziché cancellarli. Per concludere, tutto questo risulta tanto più penoso quanto più la mole di lavoro svolta in questi tre anni, di grandissimo impegno e delicatezza, aveva portato al raggiungimento di ottimi obiettivi di carriera dell’artista, dopo il periodo di grande difficoltà nella carriera di Sinead nel 2012, che portò anche in quel caso alle cancellazioni dei tour» conclude Zappador.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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