Bper, passa il taglio di mille dipendenti
Con le riassunzioni la perdita secca al 2017 sarà di 581 posti di lavoro. L’avallo dei sindacati per recuperare risorse
REGGIO EMILIA. L’utile al 30 giugno 2015 è raddoppiato, le sofferenze bancarie sono diminuite e gli indici di patrimonializzazione sono in salita. Ora, però, per alleggerire il rilancio verso un futuro più roseo - e prepararsi con le carte in regola a un’eventuale fusione - è giunto il momento per Bper di tagliare i posti di lavoro. Dopo mesi di confronto è stato firmato infatti l’accordo tra il gruppo Banca Popolare dell’Emilia–Romagna e i sindacati: gli esuberi sono circa il 10% degli attuali 11.800 posti di lavoro. Una cifra che verrà spalmata in tutto il gruppo bancario che ha sede a Modena e una ventina di sportelli in provincia di Reggio Emilia, e che si aggiunge agli oltre 16.500 bancari che nei prossimi tre anni, secondo i piani dei principali gruppi creditizi, lasceranno il lavoro.
L’accordo con Bper e le organizzazioni sindacali sul processo di riorganizzazione, ristrutturazione e riqualificazione del piano al 2017 prevede1.088 eccedenze. Le situazioni più critiche sarebbero nelle controllate di Sadegna e Campania, mentre in Emilia verranno chiuse alcune filiali e accentrate alcune funzioni, senza escludere alla fine della partita una aumento del personale per sviluppare il business. Ci sarà infatti il ricorso a piani di pensionamento e pre-pensionamento, e con l'ottimizzazione del turnover sono previste 781 uscite di risorse interne e 200 assunzioni, con un calo di organico complessivo ridotto dunque di 581 unità. Per 507 dipendenti, poi, è prevista una importante ricollocazione professionale
Questo permetterà una riduzione strutturale degli oneri del personale, a fronte di un costo una tantum per il 2015 di circa 62 milioni al lordo degli effetti fiscali e consentirà un risparmio annuo per il 2017 di 56 milioni rispetto al costo inerziale previsto alla stessa data. L'accordo prevede in particolare a inizio 2017 la cessazione del rapporto con quanti abbiano maturato i requisiti pensionistici. Quanti li matureranno nel corso del 2017, poi, andranno in pensione alla data in cui avranno tali requisiti oppure potranno optare già da gennaio per la sospensione dell'attività lavorativa (grazie al fondo di solidarietà del settore). Il piano prevede poi la possibilità di richiedere l'adesione al fondo di solidarietà del settore, nel corso del 2017 per quanti matureranno tali requisiti entro fine 2020, con la corresponsione anche in questo caso di un incentivo. Per l'individuazione delle risorse, viene spiegato, sono stati individuati dei tetti numerici per ambito territoriale, correlati a posizioni ritenute di eccesso organizzativo con riferimento alle progettualità del Piano Industriale, per generare efficienza e limitare la mobilità geografica. Bper metterà ora in pratica il piano, sapendo che all’orizzonte - su spinta di governo e banca centrale - c’è un processo di aggregazione tra le popolari italiane che cambierà il quadro e i rapporti di forza. La Popolare dell’Emilia Romagna, cooperativa fondata nel 1867 e che dal 1973 ha avviato un percorso di crescita da nord al sud Italia, è tra le più piccole popolari e dovrà in qualche modo difendere la propria autonomia.
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