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Montalto accoglie i pellegrini in viaggio

Montalto accoglie i pellegrini in viaggio

VEZZANO. Un nuovo gruppo di pellegrini, partito mercoledì mattina dalla Basilica di Sant’Andrea di Mantova, è stato accolto a Vezzano. Presenti anche don Renato Pavesi e il sindaco Mauro Bigi. Il...

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VEZZANO. Un nuovo gruppo di pellegrini, partito mercoledì mattina dalla Basilica di Sant’Andrea di Mantova, è stato accolto a Vezzano. Presenti anche don Renato Pavesi e il sindaco Mauro Bigi.

Il gruppo sta affrontando la “Via Matildica del Volto Santo” in una duplice forma: alcuni pellegrini in bicicletta e altri a piedi. Dovranno percorrere circa 300 chilometri prima di arrivare a Lucca, dove nella cattedrale di San Martino è conservato il “Volto Santo”, il crocifisso ligneo al centro di una diffusa venerazione in tutta Europa sin dal Medioevo.

Il tutto passando per San Pellegrino in Alpe che ha dato il nome al Cammino di San Pellegrino che gli organizzatori del pellegrinaggio (la Polisportiva Montalto) hanno riscoperto e rilanciato alcuni anni fa, in collaborazione con il Comune di Vezzano. Tante le tappe dei pellegrini: San Benedetto Po, Tabellano a Suzzara, Santa Vittoria a Gualtieri, San Pellegrino a Reggio Emilia, ovviamente Montalto, la Pieve di San Vitale, Toano, Gazzano, San Pellegrino in Alpe, Cascio, Borgo Mozzano e infine Lucca. Ogni tappa permetterà di visitare le bellezze culturali, storiche e religiose che caratterizzano il percorso, nonché di conoscere le tradizioni legate in particolare alla figura di Matilde di Canossa, della quale ricorre quest’anno il nono centenario della morte. È il secondo pellegrinaggio dell’estate 2015, dopo quello delle Pastorali Giovanili di Reggio Emilia, Mantova e Lucca. «La nostra amministrazione – afferma il sindaco Bigi – in collaborazione con la Polisportiva Montalto, gli Amici di San Pellegrino, il Parco Nazionale toscoemiliano, sostenendo il rilancio di questo cammino intende promuovere non solo la riscoperta di tradizioni culturali e religiose fondamentali, ma anche uno stile di vivere il territorio unico per la conoscenza dei luoghi e delle persone, cioè il cammino lento».

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