Tutti i crediti reggiani nel crac del Parma Calcio
Mancano all’appello almeno 600 mila euro: vantano soldi anche Iren e Coopservice; invischiati Reggio Calcio Castellarano e Gattatico
REGGIO EMILIA. Iren, Coopservice, un’agenzia di viaggi, un concessionario d’auto, un centro medico-sportivo privato, due professionisti (un medico e una fisioterapista) e tre club del calcio dilettantistico: è l’elenco, in salsa reggiana, di chi è finito nel “calderone” dei creditori non sportivi invischiati nel clamoroso fallimento del Parma Calcio.
Undici posizioni made in Reggio e provincia che – complessivamente – vanno ben oltre i 600 mila euro reclamati (fra crediti privilegiati e chirografari) e si collocano in un debito globale ingentissimo (68 milioni e 650mila euro) in cui s’individuano le realtà più diverse ed inaspettate.
Si va dagli hotel ad un investigatore privato, dal fisco alle banche, da fornitori a istituti previdenziali, da società di management calcistico ad enti pubblici, da Sky ai 5 milioni che la Lega Serie A diede al Parma Calcio nell’ultima stagione per consentire alla squadra di terminare il campionato.
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Un versante reggiano che è stato così determinato – in tribunale a Parma, nell’ultima ammissione dei creditori non sportivi allo stato passivo del club calcistico parmigiano – dal giudice fallimentare Pietro Rogato che ha valutato richieste del creditore e proposte dei due curatori (Allberto Gulotto ed Angelo Anedda) per poi definire somma vantata e tipo di credito.
E degli oltre 600 mila euro in chiave reggiana, meno del 50% ha la tutela del credito privilegiato che ha la precedenza in caso di rimborso: si tratta dell’agenzia di viaggi “Val d’Enza Tours” di Montecchio (con ben 162.390 euro, mentre ha “solo” 16.882, 41 euro stabiliti come crediti chirografari), la Coopservice (101.298, 48 euro in privilegio, ma anche ben 73.526,80 nella categoria chirografari), poi per cifre decisamente più contenute il medico Clemente Votino di Reggio (1.416,75 euro), la fisioterapista Silvia Maiola di Gattatico (1.300 euro, con solamente 60 euro chirografari) e la concessionaria Neacar di Reggio (4.636 euro, ma con ben 18.544 euro come crediti chirografari).
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Fra i creditori reggiani solo chirografari (a forte rischio di non essere soddisfatti, ndr) troviamo Iren Mercato (con un importo considerevole, cioè 206.077,66 euro) ed Iren Acqua e Gas (per 15.231,73 euro), il Centro medico “Cuore e salute” di Reggio (con 4.347,11 euro) e tre società del nostro calcio dilettantistico.
Su quest’ultimo “capitolo” non sono certo pochi per un club delle dimensioni della Reggio Calcio i 19.527,49 euro mai saldati (il team aveva un filo diretto con il Parma Calcio a livello giovanile). Si parla, invece, di 1.830 euro come credito avanzato dagli altri due club dilettantistici coinvolti nel fallimento scudocrociato (Gattatico e Castellarano).
Per arginare questa voragine debitoria la storia del Parma è finita all’asta ed entro l’11 settembre sarà possibile presentare le offerte. Nell’inventario pubblicato dai curatori fallimentari c’è davvero di tutto: in primis il marchio del club e i tanti trofei vinti in campo nazionale ed europeo (tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana, due Coppe Uefa, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa europea). [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.10966747:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/03/02/fotogalleria/il-cra-del-parma-scatta-l-ironia-dei-tifosi-granata-1.10966747]]
Ma all’asta vanno anche i beni contenuti nella sala mensa e nel corridoio; nella sala stampa e negli uffici; nella zona letto del settore giovanile e della prima squadra; nella camera presidenziale 1 e 2 e alla reception; nella dispensa, negli spogliatoi, in piscina e nella sala trofei, nella camera del custode e nella palestra.
Poi si passa alle fotografie alle pareti ed alle posate e pentole, alle dotazioni informatiche, ai televisori alle poltrone, agli armadietti, ai telefoni alle casseforti, passando per le stufette, i vasi e i sottovasi, il mobilio, gli elettrodomestici vari, le pettorine i palloni e i macchinari da palestra. Le panchine della società scudocrociata se le sono già aggiudicate dei tifosi che poi le hanno riconsegnate.
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