Gazzetta di Reggio

Reggio

Correggio, rubate le grondaie della chiesa

di Martina Riccò
Correggio, rubate le grondaie della chiesa

I predoni del cosiddetto “oro rosso” colpiscono nella parrocchia di San Prospero

2 MINUTI DI LETTURA





CORREGGIO. «Anche le chiese hanno le grondaie, rubiamole da lì». Devono essersi detti così, – dopo aver fatto razzie nei cimiteri, nelle aziende, nelle strade e lungo i binari ferroviari – i ladri di rame.

Quelli che non si fermano davanti a niente, e rubano con mano leggera sia dalla tomba di un defunto che da un luogo di culto. L’importante è procacciarsi quanto più “oro rosso” possibile, per rivenderlo a buon prezzo, e poi rimettersi subito alla ricerca di altri cavi, altre grondaie, altri tetti, con più trepidazione degli uomini che, nell’Ottocento, hanno partecipato alla folle corsa all’oro – giallo, però – nei fiumi e nei torrenti americani.

A finire nel mirino degli spietati ladri, questa volta, è stata la parrocchia di San Prospero di Correggio. Quando i malviventi si sono arrampicati come funamboli sulle pareti della chiesa, per staccare i moduli delle gronde dai ganci che le tenevano ancorate al muro, don Giancarlo Gozzi non c’era.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11966095:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/21/fotogalleria/la-chiesa-di-san-prospero-spogliata-di-tutte-le-grondaie-1.11966095]]

Ad accorgersi del furto ai danni del luogo sacro, infatti, è stato il sagrestano Anselmo Vezzani, che si è immediatamente recato dai carabinieri per sporgere denuncia. I militari sono corsi in parrocchia per il sopralluogo, ma non hanno potuto fare altro che prendere atto di quanto accaduto: venti metri di grondaie erano stati staccati dalle pareti della chiesa e portati via.

Impossibile dire con esattezza quando il furto sia stato eseguito: fino al 15 agosto, giorno dell’assunzione di Maria, la chiesa non era stata profanata, ma il sagrestano è tornato in canonica solo tre giorni dopo, il 18 agosto. In una di quelle notti, dunque, i ladri si sono avvicinati alla parrocchia chiusa e, dopo aver visto che nessuno li avrebbe disturbati, l’hanno depredata.

Il danno, stando a una prima stima, si aggira sui duemila euro. Ma non è il valore economico, ovviamente, a destare scalpore. Il fatto che i cercatori di “oro rosso” non si fermino nemmeno davanti a un luogo sacro come una chiesa, spaventa. E ora, sulle pareti della parrocchia di San Prospero di Correggio, restano solo degli isolati ganci di ferro, a ricordare che un tempo, insieme alle grondaie, c’era anche il rispetto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google