Expo, la cipolla borettana alla ricerca di buongustai
È il prodotto simbolo di Boretto, di cui si parla già in documenti del 1426 Tra i principali protagonisti della sua diffusione resta l’azienda Freddi di Calerno
BORETTO. «Il dì 4 maggio tutto l’esercito del duca, che somma a 10mila accampò sotto Brescello che era de Veneti, e Parma mandogli molte carra di vettovaglie e di munizioni (carra che l’Euba dice ritornavano carrichi di cipolle, che sono tuttora rinomato prodotto di Borretto)».
I documenti ufficiali ne parlano addirittura dal 1426 – lo stralcio è stato estratto dall’archivio Spinelli, dal quale si apprende come i soldati della Repubblica di Venezia tentarono in quell’anno di conquistare Brescello, ma desistettero dopo aver constatato che i terreni offrivano soltanto zafferano e cipolle – e a distanza di secoli la regina della tradizione enogastronomica della Bassa reggiana si è fatta conoscere e apprezzare in tutto il mondo.
La cipolla borettana approda a Expo insieme ai prodotti tipici degli altri comuni della Bassa, con la possibilità di aumentare la propria popolarità.
Tra i protagonisti principali della diffusione della cipolla spicca per storicità e anzianità – in quanto vende questo particolare tubero in Italia e all’estero da più di 40 anni – spicca l’azienda Freddi di Calerno di Sant’Ilario. «Tra terra rossa, argilla e sabbia, ogni zona della pianura padana è differente, anche a distanza di un chilometro. E la borettana è un emblema di questa biodiversità», spiega Matteo Freddi, titolare dell’azienda. La particolare forma schiacciata, infatti, è dovuta proprio alla natura del terreno nel quale viene coltivata, duro e argilloso, che fa sì che non debba “allungarsi”, come invece avviene in quelli sabbiosi, per cercare l’acqua.
È molto interessante la storia di questa cipolla, che ha visto susseguirsi più fasi. Dopo gli anni Venti del secolo scorso una pessima annata distrusse i raccolti. La coltivazione fu abbandonata e alcuni produttori dovettero trasferirsi da Boretto a Sala Baganza, nella vicina provincia di Parma.
Qui ritornò il successo, grazie anche ai terreni rossi e fertili della zona. Poi, negli anni Settanta, a causa della richiesta massiccia da parte dell’industria conserviera, si rischiò di esaurire totalmente i terreni a causa dello sfruttamento intensivo. Oggi è rimasto Freddi, produttore di riferimento della zona originaria.
La valorizzazione di questo storico prodotto è andata aumentando negli ultimi anni. Il Comune e la Pro loco su questo tema (dopo aver puntato per anni sulla fiera di settembre) hanno investito impegno e risorse – avvalendosi anche del prezioso supporto di alcuni volontari come Pinuccia Morini e Renzo Pacchiarini, peraltro autori di un libro sulla borettana – che sono culminati nel “River’s Food Festival”, in programma tra il 4 e il 6 settembre a Boretto, in quella che sarà la prima edizione di una kermesse con protagonisti cibo, agricoltura, eventi e show cooking nell’area del Lido Po, dedicata proprio alla cipolla borettana e caratterizzata da decine di eventi che faranno di Boretto, in quei giorni, una vera e propria capitale del gusto.
E ad aumentare la sua diffusione all’estero ha pensato anche il cineclub “Claudio Zambelli", che grazie alle iniziative del fondatore Giancarlo ha contribuito a farne arrivare in quantità anche in Galles e in Svezia.
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