«Fumo in via Talami dovuto all’accensione di una nostra torcia»
La replica di Tper dopo l’episodio denunciato dai cittadini «Nessun incendio né guasti, ma ora faremo accertamenti»
REGGIO EMILIA. «Non si è trattato né di un principio di incendio scaturito dagli impianti del deposito e nemmeno di un guasto dei nostri treni. Il fumo che per alcuni minuti si è prodotto è stato originato dall'accensione di una torcia di emergenza che è in dotazione a tutti i convogli Tper e obbligatoria ai sensi della normativa per la sicurezza».
Dopo la denuncia dei cittadini di Santa Croce sull’improvvisa nuvola bianca dall’odore acre che, mercoledì mattina, si è sprigionata intorno al deposito ferroviario di via Talami, interviene Tper per dare una spiegazione dell’accaduto.
«E’ importante sottolineare - si legge nella nota - che tale episodio si è consumato in pochi minuti e che i fumi derivanti dalla torcia sono rapidamente svaporati senza alcuna conseguenza, né per la salute dei residenti e neppure per quella dei dipendenti all'interno della struttura». «Sulle cause che hanno originato questa situazione - conclude il documento – sono in corso accertamenti».
La questione, in via Talami e dintorni, è annosa. La difficile convivenza tra un quartiere residenziale e un deposito di manutenzione, accensione e rifornimento dei locomotori è sfociata in un tavolo tecnico, a cui siedono anche i cittadini della zona, capitanati dall’avvocatessa Raffaella Pellini.
L’ultima riunione risale al febbraio di quest’anno. In quella sede era stata commissionato uno studio ai tecnici dello Studio Alfa per il monitoraggio dei dati acustici, con il posizionamento di una centralina di misurazione in prossimità delle abitazioni. Così come erano state decise misurazioni sulle emissioni di inquinanti in atmosfera da affidare ad Arpa.
Nel corso del prossimo incontro del tavolo è proprio il risultato di queste misurazioni che verrà preso in esame.
C’è inoltre un progetto di ristrutturazione e adeguamento del capannone di via Talami da parte di Fer: oltre a rendere gli spazi e gli impianti più efficenti per la gestione delle varie operazioni, c’è anche l’obiettivo di migliorare l’isolamento.
Non sembra invece fattibile uno spostamento in un’altra sede del deposito. «E’ di fatto negata dalla situazione attuale di strutture alternative nelle disponibilità delle aziende operanti - si legge nel documento prodotto dal tavolo di febbraio - in particolare dopo la chiusura del deposito di Suzzara».
In febbraio, i partcipanti al tavolo si erano lasciati concordando sulla necessità di predisporre un progetto di mitigazione lungo le aree pubbliche che separano le infrastrutture ferroviarie dalle abitazioni, con piantumazioni di siepi ed essenze arboree «idonee a fungere anche da elemento di mitigazione degli impatti acustici».
Sei mesi dopo, il tavolo è in attesa di essere ri-convocato e di vedere i risultati di tali “impegni”. La prossima settimana ci sarà un primo confronto tra l’Igiene pubblica dell’Ausl e Arpa. Intanto, i cittadini di Santa Croce sono decisi ad andare avanti: ci sono già contatti anche con il Ministero dell’Ambiente.
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