Gazzetta di Reggio

Reggio

La banca chiede un incontro ai sindaci

La banca chiede un incontro ai sindaci

Toano: dopo le polemiche sul ridimensionamento della sede di Cavola del Banco Emiliano

2 MINUTI DI LETTURA





TOANO. Banco Emiliano ha chiesto oggi un incontro urgente con i sindaci dei comuni montani in cui opera l’istituto di Credito Cooperativo. A comunicarlo è la banca stessa, che informa di aver avanzato la richiesta a seguito delle prese di posizione assunte dagli amministratori locali di Toano, ma anche da altri residenti, in relazione al trasferimento di una parte del personale dalla sede di Cavola a quella Reggio Emilia.

«Le opinioni che stanno emergendo anche da parte degli amministratori – spiegano dalla banca – sembrano prescindere da qualsiasi altro interesse che non sia legato al disagio dei dipendenti (in massima parte già operativi, anche prima della fusione, nella sede di viale dei Mille a Reggio Emilia, mentre 5 saranno trasferiti a settembre) oltre che agli introiti di alcuni pubblici esercizi, e in alcun modo tengono conto dell’importanza che simili processi hanno sulla solidità e sulla crescita della banca, sul servizio che vuole rendere a migliaia di soci e clienti, sulle ricadute che generano sull’economia locale».

«Stiamo parlando – si legge ancora nella nota dell’istituto di credito – di una banca che svolge un ruolo fondamentale a sostegno dell’economia e delle famiglie, ed è di questo che riteniamo si debba parlare, perché l’unica ragione della trasformazione della sede di Cavola in una filiale, peraltro tra le più importanti dell’istituto, sta proprio nella ricerca della massima efficienza a beneficio dei soci, dei clienti e del territorio, grazie a una concentrazione di funzioni e quindi anche di personale che nulla hanno a che vedere con temute “perdite di peso” della montagna nell’istituto».

«Pur comprendendo il disagio di alcuni dipendenti, che è pari a quello di migliaia di persone che ogni giorno dalle aree montane vanno a lavorare altrove, – conclude la nota – riteniamo che sia ben più importante ricordare che la fusione del 2013 non ha comportato, con positive valutazioni dello stesso sindacato, alcuna ondata di esuberi, come invece osserviamo in altre aggregazioni e ristrutturazioni, e che proprio grazie all’integrazione tra le banche di Credito Cooperativo di Cavola e Banca Reggiana si sono ben tutelati gli interessi deisoci e clienti dell’Appennino in una fase non propriamente felice per la banca montana, così come attestano gli esiti di controlli e ispezioni di autorità terze. La riorganizzazione dell’istituto, cui è legato il trasferimento della maggior parte del personale da Cavola ad altre sedi corrisponde ad un processo di rafforzamento di tutte le funzioni primarie dell’istituto che non sono legate alle attività delle singole filiali, superando la frammentazione che si era venuta a determinare con la fusione dell’autunno 2013». (l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google