Gazzetta di Reggio

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Murales “provocatori” per riscoprire la storia

di Martina Riccò
Murales “provocatori” per riscoprire la storia

San Polo: sono venti o trenta, sparsi sulla provincia, i volti dei personaggi celebri Il Collettivo Fx: «Chi li vede è portato a chiedersi di chi si tratta, è uno stimolo»

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SAN POLO. «Ma chi è Luigi Galvani?». É la scritta a caratteri cubitali che compare di fianco al volto di un uomo, con tanto di parrucca e foulard bianco al collo, “pittato” su una centralina dell’Enel a San Polo.

Pittato, sì. Perché il ritratto del fisico Settecentesco – così come quello di Alessandro Volta, Don Dossetti, Alberto Pansa, Guido Dorso, Enrico Toti... solo per fare qualche esempio – è opera del Collettivo Fx, la famosa congrega di artisti che tatua muri di case abbandonate, o grigie centraline elettriche, con murales e graffiti per lo più in bianco e nero. Dalla scorsa primavera la provincia di Reggio Emilia – e in particolar modo la Val d’Enza – si è riempita di ritratti di personaggi storici, ognuno accompagnato dalla domanda “Chi è?”.

Una sorta di provocazione che spinge a interrogarsi e informarsi sui grandi uomini che – ormai – sono ricordati solo perché danno il nome alle vie delle nostre città, e che piace molto ai cittadini. Le fotografie di questi stimolanti murales – «molto lontani dai falli biblici e dai classici “mi m’anche t’anto” da minus habens», come scrive qualcuno su Facebook – rimbalzano sul web diventando quasi virali.

«Il progetto – spiegano i “pittatori” del Collettivo Fx – si intitola “La storia sotto casa”. Viaggiando fuori dall’Italia abbiamo capito quanta cultura e quanta storia si trovano nel nostro Paese. Allora abbiamo deciso di fare piccoli interventi che facessero vedere questa ricchezza anche a chi vive a Reggio Emilia, a San Polo, a Bibbiano, a Montecchio, a Canossa... Quante volte uscendo di casa – proseguono – abbiamo pensato a quanto è noioso vivere in una piccola provincia come la nostra, o addirittura in un piccolo comune di una piccola provincia come la nostra? Ma dietro al disprezzo e alla noia, spesso, non c’è abbastanza attenzione: anche nella strada in cui viviamo, per esempio, ci può essere una storia nascosta che non conosciamo». È proprio partendo dal nome delle vie, infatti, che gli artisti del Colletivo Fx hanno iniziato a pittare i personaggi che hanno fatto la storia. «Il nostro intervento – spiegano – inizia con il disegno ma non finisce lì. Anzi, è più corretto dire che il nostro intervento inizia quando qualcuno, notando i graffiti, si chiede chi fosse Luigi Galvani, per esempio, e cosa abbia fatto».

Non si tratta solo di celebrare la storia, insomma, ma di coinvolgere tutti – dai bambini agli anziani – in un gioco di ricerca interattiva che ci svegli dal torpore in cui siamo sprofondati.

«Il progetto ripartirà – assicurano i pittatori – perché abbiamo ricevuto tanti apprezzamenti: non sono disegni colorati né grandi, ma fanno riflettere e piacciono». Quindi occhi aperti: la storia è sotto casa, a noi il piacere di scoprirla.

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