Neri: «Niente soldi ma tanto orgoglio»
REGGIO EMILIA. L’avventura di Maurizio Neri ha riscaldato i cuori di chi crede che nel calcio ci siano ancora dei valori. «Abbiamo rincorso un sogno – spiega il tecnico riminese ma reggiano d’azione...
REGGIO EMILIA. L’avventura di Maurizio Neri ha riscaldato i cuori di chi crede che nel calcio ci siano ancora dei valori. «Abbiamo rincorso un sogno – spiega il tecnico riminese ma reggiano d’azione – che per un soffio non ha avuto un lieto fine. Abbiamo perso la finale scudetto contro l’Inter ai supplementari ma sul campo noi siamo ci siamo laureati campioni d’Italia».
Parma fallito, senza stipendio ma orgogliosamente in finale?
«E’ così, è stata un’esperienza unica sia dal punto di vista professionale che umano».
Soli e abbandonati?
«Devo dire che abbiamo sentito molto la vicinanza dei tifosi e dei genitori dei ragazzi».
E il suo stipendio?
«Gli ultimi tre mesi me li ha pagati il curatore fallimentare. Avevo un contratto di undici mesi ma sono stato pagato solo per quattro: un mese all’inizio e gli ultimi tre. Il Parma è fallito il 19 marzo e fino a quel momento non avevo visto un euro. Poi fino al 30 giugno è subentrato il curatore con la gestione straordinaria».
E adesso?
«Come i miei colleghi e amici Morelli, Bucci e Mondini, tanto per citare gli ex granata, siamo stati inseriti tra i creditori privilegiati e speriamo che il curatore fallimentare possa trovare risorse per estinguere il nostro credito».
In termini di soldi?
«Diciamo che sono in credito di diecimila euro netti. Non siamo noi i milionari del pallone».
E’ iniziato un nuovo corso?
«Palmieri mi ha voluto con sè al Sassuolo e con me sono in neroverde undici ragazzi dei giovanissimi del Parma».
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