Gazzetta di Reggio

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La Gabella di piazza Tricolore torna a vivere grazie a un bar

di Roberto Fontanili
La Gabella di piazza Tricolore torna a vivere grazie a un bar

Reggio Emilia, nello storico edificio alle porte del centro è stato ricavato un nuovo locale dato in concessione dal Comune

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REGGIO EMILIA. La vecchia gabella di via Emilia San Pietro riprende vita e da qualche giorno nei locali che fino ad alcuni anni fa hanno ospitato una delle farmacie di Fcr, per poi restare a lungo inutilizzati, ha aperto i battenti il bar della Gabella.

L'idea di ridar nuova vita a un edificio di particolare pregio storico (tanto da essere vincolato dalla Soprintendenza) e di proprietà del Comune, è dei tre soci dietro al banco: Stefano, sua mamma Cristina e Cristiano.

Tutti e tre baristi con alle spalle una solida esperienza maturata sul campo, avendo gestito e lavorato in precedenza in diversi locali della città. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11966158:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11966158:1649479354/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Circa un anno e mezzo fa i tre hanno deciso di aprire un bar riutilizzando proprio la Gabella.

«Una scelta per nulla casuale - commentano oggi soddisfatti Stefano e Cristiano - giunta dopo aver visto che il locale rimaneva vuoto. Ci è piaciuta l'idea di aprire un bar alle porte della città, che dà il benvenuto a chi imbocca la via Emilia San Pietro per arrivare in centro».

Una location anni ’60, quella inserita a ridosso della porta est della città, che ha affascinati i tre titolari spingendoli a superare gli ostacoli iniziali.

Si tratta infatti di un locale attorniato da strade, al centro di un incrocio affollatissimo nelle ore di punta, che fa tornare alla mente Ernesto Calindri, protagonista della storica pubblicità di Carosello, che circondato dalle auto sorseggia tranquillo e rilassato «un Cynar contro il logorio della vita moderna», come diceva l'azzeccato slogan di allora.

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Il problema del traffico è stato affrontato realizzando una piccola distesa sul marciapiede che guarda verso viale Montegrappa. In futuro il bar potrebbe utilizzare i posti auto che circondano la gabella. «In questa zona - sottolinea Stefano - la sosta è gratuita per 15 minuti. Giusto il tempo per un caffè o una colazione e nella pausa pranzo il parcheggio è gratuito».

Più complicato, invece, è stato adattare l’arredamento moderno - in cui predomina il bianco, interrotto solo da una vecchia credenza azzurra - alle prescrizioni di legge per gli impianti - come la cucina - senza però toccare l'edificio. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11966157:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11966157:1649479354/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

«Per farlo - spiegano Cristiano e Stefano - ci sono voluti mesi di tempo tra autorizzazioni e lavori. Con il Comune abbiamo un contratto intanto per sei anni e ci ha consentito di scalare dall'affitto una parte delle spese sostenute».

Ma l'apertura di un bar in quella zona resta una scommessa, visto che nel giro di qualche decina di metri ci sono già altri tre bar gestiti da cittadini stranieri di origine cinese e gli altri due da un egiziano e da una ragazza di origini russe.

«L'accoglienza dei reggiani è incoraggiante», rilevano i soci, che aprono dalle 7.30 alle 21 e da anche alla domenica mattina.

 

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