Profughi a FestaReggio, avvio con esposto
Il Carroccio all’attacco della kermesse: «Utilizzati negli stand». Il Pd: «Opportunità di integrazione»
REGGIO EMILIA. Un esposto alla Direzione territoriale del lavoro e all’Ausl. Avvio con polemica per FestaReggio 2015, partita ieri al campovolo con il tradizionale taglio del nastro. La più grande festa gestita esclusivamente da volontari, hanno rimarcato nei giorni scorsi dal Pd reggiano presentando la kermesse. Ma proprio sui volontari si accende la polemica politica, innescata dalla Lega Nord. Nel mirino finiscono 30 profughi ospitati dalla cooperativa Dimora d’Abramo, che prestano servizio alla festa. Secondo il Carroccio, lavoravano «privi di guanti di protezione» e «utilizzavano anche un transpallet».
«Ci si chiede a quale titolo e per quale motivazione questi 30 profughi siano impiegati alla Festa Pd, non avendo elettorato attivo né passivo, forse non conoscendo neanche bene la lingua italiana, e se stiano svolgendo volontariato per un partito politico scelto di propria volontà», attacca il segretario provinciale leghista, Gianluca Vinci, annunciando l’esposto presentato da Davide Curti, operaio e militante del Carroccio. La vicenda sarà anche oggetto di un’interrogazione in consiglio regionale.
«A molti questo è sembrato uno schiaffo a tutti quegli artigiani e operai che quotidianamente si trovano a dover giustamente rispettare decine e decine di leggi e regolamenti sul lavoro e sulla sicurezza sul lavoro, pena migliaia e migliaia di euro di multe e denunce penali – aggiunge Vinci – Chi li ha indirizzati a svolgere volontariato presso la Festa Pd, non si crede vengano retribuiti oppure sì?».
Per il segretario del Carroccio, anche il Comune intende utilizzare i profughi per le Olimpiadi del Tricolore. Ma dal Pd e dalla Dimora D’Abramo rispediscono la polemica al mittente. «La presenza dei profughi, utilizzati come lavapiatti, rientra nell’ambito di un progetto di volontariato attivo testato nelle linee guida della Regione, che consente un loro utilizzo anche nelle associazioni e nelle amministrazioni – risponde il segretario provinciale Pd, Andrea Costa – Piuttosto che tenerli chiusi in una stanza, hanno un’opportunità di inserimento, imparando la lingua, in attesa che la loro posizione sia regolarizzata definitivamente». Ma è giusto non pagarli? «Troveremo il modo di farlo – replica Costa – tenendo presente che non diamo nulla ai singoli, ma faremo solidarietà attraverso l’associazione».
Sul caso interviene anche Marco Aicardi, responsabile accoglienza della Dimora d'Abramo. «Il Pd cercava volontari e ai profughi per prima cosa abbiamo fatto presente che si trattava di attività volontaria. Trenta di loro hanno deciso di aderire, accettando la proposta come opportunità di inserimento e di apprendimento della lingua – commenta – Se è giusto non pagarli? Verranno trattati come tutti gli altri volontari, anche dal punto di vista assicurativo. Ad oggi comunque non è previsto nessun rimborso, neanche all’associazione». (e.spa.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
