Tenta di violentare una studentessa sulla ciclabile
Reggio Emilia, l’aggressione alla 17enne vicino al tribunale, in pieno giorno. Ma la giovane è riuscita a liberarsi dalla morsa dell’uomo
REGGIO EMILIA. Sono stati momenti terribili quelli vissuti da una studentessa reggiana di 17 anni lungo la ciclopedonale che collega la zona del tribunale (in via Paterlini) all’area di via Pansa. L’adolescente ha infatti subìto un’aggressione a sfondo sessuale a pomeriggio inoltrato – giovedì, intorno alle 19 – e può ringraziare la sua forza d’animo se la vicenda non ha preso pieghe ancor più terrificanti.
Su questo caso delicato indaga la squadra mobile, ma “qualcosa” comincia ad essere focalizzato di quegli attimi pieni di tensione, con un uomo in bicicletta che non esita ad abbordare una ragazzina che – a piedi – sta percorrendo la pista ciclopedonale. Un tracciato affiancato su entrambi lati da una siepe rigogliosa che, in diversi punti, non permette agli automobilisti di passaggio di vedere quello che accade nella pista di collegamento che, per sfociare in via Pansa, entra anche in un sottopassaggio decisamente poco illuminato.
Una pista – a piedi o in bicicletta – molto utilizzata da chi va e viene dal tribunale o abita in zona. Ma siamo in agosto, in pieno periodo vacanziero, quindi quel percorso è meno utilizzato se non addirittura deserto in certi momenti della giornata. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11798168:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/07/19/news/reggio-emilia-ragazza-violentata-al-parco-in-pieno-giorno-1.11798168]]
E l’uomo potrebbe proprio aver approfittato del fatto di essersi trovato a contatto con la 17enne senza altre persone nei paraggi. Sta di fatto che la ragazzina si sarebbe di punto in bianco trovata con addosso le mani di quello sconosciuto. Mani che le avrebbero sollevato la maglia per palpeggiarla. E qui è stata decisiva la reazione della ragazzina che è riuscita a liberarsi di quella “morsa” libidinosa e violenta, riuscendo a scappare. Non è chiaro se l’aggressore abbia cercato o meno d’inseguirla in bici, comunque lei è riuscita a rimanere lucida nonostante quanto accadutole ed ha trovato rifugio a casa di un’amica che abita non molto lontano dal punto dell’aggressione.
Rapidamente sono stati avvertiti i genitori, è poi partita una denuncia per il tentativo di violenza sessuale. Dalle parole della 17enne – ancora spaventatissima – emergerebbe il ritratto di un nordafricano come identikit del molestatore. Sono in corso gli accertamenti della Mobile, ma non sarà facile dare un volto a quest’uomo. Qualcuno, anche se solo da lontano, giovedì ha visto o si è accorto di qualcosa?
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