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«C’è bisogno di più telecamere e di ronde»

«C’è bisogno di più telecamere e di ronde»

Il segretario locale della Lega Riccardo Rovesti: «E i vigili tornino a occuparsi di microcriminalità»

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CORREGGIO. Il gravissimo atto di violenza subìto da Luca Dittamo ha scatenato l’indignazione della Lega Nord.

«Desideriamo innanzitutto esprimere la nostra vicinanza all’assessore da cui ci dividono idee e scelte politiche, ma verso il quale nutriamo il massimo rispetto istituzionale e personale per la correttezza professionale che ha sempre dimostrato – scrive Riccardo Rovesti, segretario della locale sezione della Lega –. Episodi come quello accaduto nel pomeriggio di martedì in centro a Correggio portano a parecchie riflessioni. L’aver rimproverato un ragazzo che percorreva i portici con la bicicletta, urtando le persone, è costato all’assessore un pugno in testa davanti al figlioletto, dito fratturato e 40 giorni di prognosi. Questo gravissimo atto criminale è avvenuto in un pomeriggio di agosto, alla luce del sole, in pieno centro, sotto i portici di corso Mazzini. Inoltre il minorenne ha anche minacciato di morte gli esercenti dei negozi vicini, accorsi per soccorrere Dittamo. Siamo davvero stanchi di questi eventi – commenta –. Come gruppo consigliare “Centrodestra per Correggio” abbiamo più volte denunciato le numerose vicende di bullismo e violenza, che vedono protagonisti sempre gli stessi individui. Dalla famosa aggressione al pittore Lopez in aprile, alle risse scatenate dalle baby gang durante l’ultima notte bianca di giugno. E’ un fenomeno che caratterizza Correggio ormai da anni, iniziato già con la precedente amministrazione e proseguito e incrementato nell’ultimo periodo. Il tema sicurezza – precisa – deve tornare a essere al primo posto dell’agenda politica del Comune. Oltre alle telecamere, che devono essere installate in tutti i punti nevralgici della città e che devono sempre funzionare, è opportuno un uso diverso della polizia municipale che deve essere impiegata per attività di controllo del territorio e per fare fronte alle varie situazioni di fastidiosa microcriminalità, invece che occuparsi in modo preponderante di multe o attività burocratiche di ufficio. In altri comuni reggiani, a guida Pd, per far fronte a vari episodi di microcriminalità, i cittadini hanno deciso di organizzarsi in gruppi volontari di sorveglianza per controllare e segnalare episodi di criminalità a polizia e carabinieri. Queste ronde – conclude Rovesti – hanno avuto anche il placet dei sindaci locali e si sono dimostrate un efficace strumento di contrasto a questi gravissimi fatti di cronaca». (s.a.)

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