Ditta in odor di mafia sponsor della corsa
Nel 2014 la Edil Costruzioni dei Morelli tra i sostenitori della gara. Quest’anno è stata sostituita da un’azienda dei Muraca
BRESCELLO. Un migliaio di corridori, quest’oggi, saranno sulla linea di partenza nel centro sportivo di via Alberici per competere nella 9 chilometri di Brescello e nelle gare minori. Al primo classificato andranno una medaglia e un prosciutto; dal secondo in giù si passa al mezzo prosciutto fino al salame. Un montepremi simbolico, di quelli in voga nelle gare di provincia, e che verrà diviso tra i migliori piazzamenti della corsa sulla quale pesa però la sponsorizzazione di un’azienda in odor di mafia, la Edil Costruzioni, che ha visto tra i suoi esponenti membri della famiglia Morelli, vicini al clan Arena, e che nel 2014 compare tra le ditte sostenitrici della “Camminata di Peppone e don Camillo”, un appuntamento rodato che ha il sapore della festa di paese, ora alla sua diciasettesima edizione. Anche quest’anno la pubblicità è presente: stessa foto ma cambia il nome. Al posto della Edil Costruzioni compare infatti la Arte Costruzioni dei Muraca, imprenditori calabresi di Brescello esclusi dalla white list proprio per rapporti d’affari con i Morelli.
La corsa è inserita all’interno del cartellone della sagra di San Genesio, rito popolare immancabile per gli abitanti del comune della Bassa reggiana, luogo di residenza anche di esponenti di spicco della ’ndrangheta emiliana (Francesco Grande Aracri e Alfonso Diletto su tutti). Un’amministrazione al centro di un’indagine prefettizia sulle infiltrazioni mafiose che hanno innervato la quotidianità e modificato l’antropologia reggiana, come certificato dall’indagine Aemilia, sfociata in oltre 100 arresti.
Proprio mentre gli investigatori proseguono a Brescello le indagini sotto l’egida della prefettura, nella stanza all’ultimo piano del municipio in via Roma, a poche centinaia di metri di distanza sfileranno i partecipanti della gara che tra i suoi sponsor conta una quarantina di ditte, che come ogni anno hanno versato un obolo rispondendo «presente» alla chiamata dell’organizzatore, Germano Lanzi, per sostenere la corsa patrocinata dal Comune di Brescello, dalla Pro loco e dalla Fondazione don Camillo e Peppone. Assieme a questi spunta la Edil Costruzioni srl, passata più volte di mano e finita anche in quelle di Pasquale Morelli, ritenuto vicino alla ’ndrangheta perché padre di Luigi Morelli, al momento in carcere per un omicidio avvenuto con modalità mafiose.
Un sodalizio tra padre, figlio e cosche calabresi che arriva fino a Brescello, come testimoniato dalla sponsorizzazione stampata nell’opuscolo della “Camminata” dell’anno scorso, quando la Edil Costruzioni srl compariva in bella mostra tra i tasselli riservati ai sostenitori dell’evento, con tanto di indirizzo che, però, rimandava a via Anna Frank 12 e non al Crotonese.
A legare la scomoda ditta con Brescello, infatti, è la Emiliana Costruzioni di Salvatore Muraca (che ha sempre sede in via Anna Frank 12), tra i massimi esponenti dell’impreditoria edile calabrese della Bassa, colui che “regalò” i mattoni per sistemare una rotonda del paese. Un uomo attivo nella comunità locale, finito nei guai però per aver affittato alcuni beni aziendali tramite contratto alla Edil Costruzioni fino al 2016: un possibile tentativo di infiltrazione malavitosa ai danni della ditta brescellese, secondo la prefettura di Reggio Emilia, che ha escluso l’azienda della famiglia Muraca dai lavori per la ricostruzione post sisma, senza limitarne l’attività per il settore privato. Fino all’anno passato, quindi, la ditta che tentava l’infiltrazione era un soggetto in realtà riconosciuto dalla comunità brescellese essendo peraltro gestita dai Muraca, che si sono passati la palla con altri soci. Quest’anno, invece, dopo che ad aprile l’esclusione dalla white list è diventata di dominio pubblico, la Edil Costruzioni è sparita dai radar della corsa ma è stata sostituita dalla Arte Costruzioni srl, altra ditta dei Muraca con sede in via Viarolo a Brescello. Salvatore ne è l’amministratore mentre il figlio Gaspare è socio insieme a Maria Antonia Iembo. Una coincidenza che fa capire lo stretto legame tra le ditte, la sponsorizzazione e l’evento di paese.
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