Gazzetta di Reggio

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Profughi a FestaReggio ora la Lega va in Procura

di Evaristo Sparvieri
Profughi a FestaReggio ora la Lega va in Procura

Il segretario provinciale Vinci: «Nella kermesse Pd anche venditori abusivi» La replica di Costa: «Lo Stato ci guadagna, il vitto lo paghiamo noi»

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REGGIO EMILIA. Una lettera alla Commissione europea. E una raffica di interrogazioni parlamentari, con l’intenzione di inviare un esposto in procura. La Lega Nord continua la sua guerra contro FestaReggio, denunciando ora su tutti i fronti la presenza di 30 profughi fra gli oltre mille volontari della kermesse Pd. Un caso sollevato dal militante reggiano del Carroccio, Davide Curti, che giovedì ha inviato un esposto alla direzione del lavoro e all’Ausl, denunciando le condizioni di lavoro dei 30 immigrati. Secondo il segretario provinciale della Lega, Gianluca Vinci, i profughi sarebbero stati utilizzati senza adeguate protezioni. Dito puntato anche sull’opportunità dell’impiego come volontari.

Da parte loro, la Dimora d’Abramo (la cooperativa che ospita i profughi) e il Pd hanno difeso la scelta del progetto, definendolo in linea con i piani di volontariato attivo e sottolineando la regolarità dell’operazione. Per gli organizzatori della festa, la presenza dei migranti fra gli stand rappresenta inoltre un’opportunità di integrazione. «Lo Stato ci guadagna – ha spiegato il segretario provinciale Pd, Andrea Costa – il vitto che i ragazzi consumano quando lavorano a FestaReggio viene decurtato dal contributo che lo Stato riconosce per la loro gestione».

Parole che hanno contribuito ad accendere ulteriormente la miccia. «Si chiede alla Dimora d’Abramo di mostrare gli accordi con lo Stato per la riduzione del contributo, che per i giorni della Festa saranno circa 21.600 euro, per verificare quanto detto dal segretario Pd – torna all’attacco Vinci – circostanza che appare possibile, ma quantomeno strana. Sul denaro pubblico occorre fare chiarezza. Sono inoltre stati segnalati anche venditori ambulanti extracomunitari all’interno della festa e si chiede al Pd di verificare ed impedire una tale attività, per evitare che FestaReggio si trasformi in un bazar abusivo come i Mercoledì Rosa». Sulla vicenda intervengono su Facebook anche i Leoni di Reggio, che invece esprimono un duro commento sulla presenza dei bambini alla festa: «Ci sembra una brutta abitudine tipica dei regimi, ricorda un po’ i balilla fascisti o i bambini sventolanti bandierine nelle adunate dei regimi comunisti».

Ma dai confini reggiani la polemica del Carroccio si sposta su tutti i fronti istituzionali. «Se a una nostra festa avessimo utilizzato anche un solo immigrato clandestino come lavoratore socialmente utile avremmo già tutto il mondo scagliato contro con accuse di razzismo e schiavismo – dice Gianmarco Centinaio, capogruppo Lega al Senato – Se invece lo fa il Pd di Reggio, allora è un’iniziativa buona e giusta. È la solita storia: stavolta non finirà così. Inonderemo di interrogazioni il Parlamento per smascherare l’ennesima ipocrisia e falsità».

Il presidente dei deputati della Lega, Massimiliano Fedriga, e il vicepresidente del Carroccio alla Camera, Gianluca Pini, chiedono l’intervento della magistratura: «Stiamo valutando attentamente la possibilità di depositare un esposto in Procura. Riteniamo vi siamo gli estremi per l’apertura di un procedimemto penale», annuncia Pini. Sulla vicenda è intervenuto anche Lorenzo Fontana, europarlamentare Lega Nord, parlando di fatto «moralmente inaccettabile» e annunciando che presenterà alla Commissione Europea una lettera per porla a conoscenza di quanto accaduto.

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