Un “orto” di marijuana nel parco di Roncolo
Quattro Castella: è stato trovato dai carabinieri su segnalazione dei cittadini I coltivatori avevano persino allestito un sistema di irrigazione automatizzato
QUATTRO CASTELLA. Un orto in piena regola, con tanto di sistema automatico per innaffiare.
Lo hanno trovato i carabinieri di Quattro Castella ai piedi del parco di Roncolo, in un’area boschiva.
Niente di male, se non fosse che le piante che vi erano coltivate non erano di pomodori o di altri ortaggi, ma di marijuana.
Il tutto è partito da una segnalazione di alcuni cittadini, insospettiti da un via vai che di solito in quella zona del parco di Roncolo, nel bosco vicino al laghetto naturale, non è poi così frequente.
Seguendo le loro indicazioni, i militari sono arrivati nel posto esatto e hanno trovato una piantagione di canapa nascosta tra il fitto della vegetazione.
Non si trattava di poche piantine, però. Nel corso del sopralluogo i carabinieri di Quattro Castella, competenti sul territorio, hanno trovato ben 22 piante di marijuana, alcune alte un metro, le altre oltre i due metri.
Non solo. I coltivatori abusivi, per riuscire a far crescere sane e forti le piante, avevano escogitato una serie di meccanismi degna del più esperto contadino: dal laghetto – ecco il motivo per cui il vivaio è stato seminato proprio in quella zona – partiva un tubo in plastica che arrivava alla piantagione, e un temporizzatore, sapientemente programmato, pensava a far partire l’irrigazione a intervalli regolari.
Ma la fitta vegetazione del bosco, se da una parte offriva riparo a questa coltivazione illegale, dall’altra rendeva difficile anche agli stessi “contadini” trovare le piante. Ecco perché, vicino alla piantagione, i militari hanno trovato anche due new jersey stradali, quei segnalatori bianchi e rossi che vengono usati per indicare cantieri e deviazioni.
Tutte queste accortezze hanno fatto pensare ai carabinieri di essere incappati in un’attività di professionisti, e non – come avrebbe potuto essere – in una bravata da ragazzi.
Così hanno deciso di non toccare le piante, né il sistema di irrigazione, né i segnalatori, e di aspettare che i coltivatori tornassero al vivaio per verificare l’andamento del raccolto.
Nonostante la prolungata attesa, però, nessuno si è fatto vivo e i carabinieri non hanno potuto fare altro che sequestrare la marijuana e tutti i materiali rinvenuti. Ora le piante saranno analizzate per accertare il tasso del principio attivo della canapa. (m.r.)
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