Azzardo: come si gioca anche senza slot
Reggio Emilia, ispezione della Municipale nel centro di trasmissione dati di Largo Gerra
REGGIO EMILIA. Dopo un primo passaggio a vuoto, i vigili si sono presentati nuovamente in largo Gerra 3, rilasciando ai titolari un verbale di accertamento. Un’ispezione inviata dal Comune per capire se nel centro trasmissione dati siano o meno condotte attività ludico-creative.
E di quale tipo: scommesse, per le quali le normative urbanistiche del Comune richiedono una specifica destinazione d’uso dei locali, definita B17, vincolandone l’apertura in precise zone della città, quelle industriali. Tra le quali largo Gerra non rientra. Ma quella di ieri mattina, per il centro, non era un’inaugurazione.
L’apertura, infatti, annunciata già dal dicembre scorso, era avvenuta senza clamori a gennaio. E dopo le minacce di chiusura rilasciate dal Comune sul finire del 2014, lo stesso Comune per mesi non si era accorto che in realtà il locale era già in funzione, rimasto chiuso le scorse settimane solo per un periodo di ferie, durante il quale era stata inviata l’ispezione di venerdì, finita in un nulla di fatto.
Durante il blitz di ieri, non sono mancati piccoli momenti di tensione nella stesura del verbale. A tal punto che uno dei soci del centro ha voluto far verbalizzare che la loro attività non ha nulla a che vedere con le scommesse, occupandosi esclusivamente di trasmissione dati. È proprio questo infatti il nodo attorno al quale ruota l’intera questione, nel quale si aprono spiragli per coloro che decidono di aprire un locale simile. Nessuna slot, nessuna vlt. Ma sette postazioni con computer, in uno spazio di 35 metri quadrati, tappezzato tuttavia sin dalla vetrina di appelli al gioco responsabile.
Perché nei centri trasmissione dati il gioco avviene altrove: in rete, attraverso società (in questo caso BSport2) con sede all’estero, a cui i centri “forniscono” la trasmissione dati, mettendo in relazione il cliente con un bookmakers. Un’attività del tutto legale, diversa dal gioco tradizionale. Ma, come slot e vlt, finita nel mirino delle normative comunali.
«Non capisco questi blitz – spiega il 34enne Raffaele Natale, uno dei soci del centro – noi non siamo una sala slot, non siamo un’agenzia per le scommesse. Non eroghiamo denaro. Non capisco perché dal Comune continuino ad assalirci, quando invece basta fare pochi passi per entrare in tabaccherie dove invece sì che ci sono slot».
Secondo il 34enne gestore del centro, una prima ispezione della municipale c’era stata a febbraio, poco dopo l’apertura. Qualche mese fa, inoltre, dal Comune era arrivata anche una notifica, alla quale era stato risposto. Carte in parte finite nel dimenticatoio, facendo scattare l’allerta in occasione della riapertura.
«Abbiamo una regolare licenza commerciale – specifica Natale – quando ho aperto era tutto in regola. E quando il Comune ci ha scritto noi abbiamo risposto. Loro non ci hanno fatto sapere più nulla. Se poi, dopo la nostra apertura, il Comune decide di cambiare le norme, non è che possiamo trasferire così baracca e burattini». Il riferimento è anche all’ulteriore giro di vite dell’amministrazione, approvato a maggio: una variante al Piano strutturale comunale (Psc) in modo da vincolare l'apertura di attività ludico-ricreative all’approvazione del Poc, il Piano operativo comunale.
Ma in largo Gerra non ci stanno a passare come luoghi a rischio ludopatia. «La ludopatia è altrove – conclude Natale – Qui da noi vengono persone con la carta d’identità e il codice fiscale. Si registrano su un sito e giocano piccole somme. Noi guadagniamo tramite un indennizzo sul volume di gioco. Rispettiamo gli orari di apertura, siamo chiusi dopo le 20. Non creiamo problemi a nessuno in zona. E tutto ciò che avviene è registrato sul sito dell’Aams, l’agenzia delle dogane e dei monopoli, del quale rispettiamo tutte le regole e tutti i parametri». Dopo l’ispezione di ieri il Comune dovrà valutare se attivare una procedura d’infrazione per abuso.
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