Bici sotto i portici? A Novellara c’è il divieto ma in pochi lo rispettano
NOVELLARA. La notizia della brutale aggressione subìta dal 37enne assessore comunale al Bilancio di Correggio, Luca Dittamo, da parte di un teppista redarguito dall’assessore perché andava in...
NOVELLARA. La notizia della brutale aggressione subìta dal 37enne assessore comunale al Bilancio di Correggio, Luca Dittamo, da parte di un teppista redarguito dall’assessore perché andava in bicicletta sotto il portico, costata a Dittamo ferite e contusioni con una prognosi di 40 giorni, episodio reso ancor più odioso dal fatto che l’assessore aveva con se il figlio di tre anni, ha suscitato particolare impressione anche a Novellara.
Il Comune più porticato della provincia e, in relazione al numero di abitanti, fra i più porticati d’Italia, in gran parte retaggio dei tre secoli e mezzo di signoria gonzaghesca.
Dove le biciclette sotto i portici sono un problema inrisolto da diversi anni; difficile da risolvere, perché è essenzialmente una questione di buona educazione: una dote che non è da tutti. Tentativi per intercettare chi contravviene al divieto di circolazione delle bici sotto i portici ne sono stati fatti, con anche una qualche riduzione del fenomeno, che tuttavia rimane ben presente.
All’inizio di tutti i portici è stata collocata una targa con l’indicazione del divieto, utile per evitare che ci sia qualcuno che possa dire di non saperlo, ma di scarsa utilità pratica.
Gli agenti della Municipale non possono presidiare tutti i portici, e possono intervenire solo in divisa, quindi sono facilmente individuabili ed evitabili da parte dei ciclisti in dolo. Chi più assiduamente ed efficacemente ha contrastato e contrasta il fenomeno sono i pensionati (che in certe ore del giorno stazionano sotto i portici), diversi dei quali non mancano di richiamare all’ordine, a proprio rischio e pericolo viene da dire dopo l’aggressione a Dittamo, i trasgressori in bicicletta: non sono solo ragazzi, ma spesso e volentieri anche adulti, uomini e donne.
La più costante e attiva è Tiziana Ferraroni, pensionata e volontaria a tempo pieno nei sevizi sociali e per gli anziani. Da anni, quando incontra un ciclista sotto i portici non manca mai di apostrofarlo, e nella sua ormai lunga “carriera” ha collezionato un bel po’ di rispostacce e di insolenze, compreso un episodio di stalking. Di recente una signora, invitata a scendere dalla bici, le ha risposto mostrando il dito medio; poi per diverse mattine ha suonato il campanello di casa sua, per ripeterle al citofono: “Signora, io sono quella del dito medio”. Secondo Tiziana un buon deterrente sarebbe l’installazione di telecamere, almeno sotto i portici di piazza Unità d'Italia e di via Cavour, i più frequentati dai ciclisti.
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