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Iori: «Luoghi in cui c’è il rischio ludopatia»

Iori: «Luoghi in cui c’è il rischio ludopatia»

Il presidente del Conagga: la legislazione è molto controversa perché coinvolge anche altri Paesi

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REGGIO EMILIA. «Sono luoghi in cui è possibile andare a giocare denaro nella speranza di vincere. Da un punto di vista di allarme sociale e di rapporto uomo e gioco d'azzardo, secondo me rappresentano luoghi di rischio per ludopatie». È stato tra i primi a lanciare l’allarme sul gioco nei centri trasmissione dati, denunciando in passato l’arrivo nella nostra città di questo tipo di attività anche in prefettura. Per Mattero Iori, presidente del Conagga e del Centro Papa Giovanni XXIII, «i centri trasmissione dati hanno una normativa molto particolare».

«Sono luoghi nei quali è possibile entrare con del denaro e fare delle scommesse su tanti tipi di sport e in tanti Paesi Ue ed extra Ue, vincendo in base all'esito della propria giocata e scommessa - spiega – È ovvio che sono luoghi di gioco d’azzardo, ma per la legislazione molto controversa su questo tema sono solo luoghi che fungono da facilitatori di transazioni per operatori che permettono la giocata».

Spesso le sedi delle giocate sono all’estero, dove si trovano anche le società che consentono di effettuare le scommesse. «Chi accetta la giocata di fatto non è il gestore del centro - aggiunge Iori – il gestore è in realtà un tramite. In questi posti, è come se la giocata avvenisse direttamente nel Paese straniero, spesso un Paese con tassazione agevolata. Il fatto che si scommetta in diversi Paesi, inoltre, agevola le alterazioni delle puntate a livello internazionale».

Secondo quanto riferisce il presidente del Conagga, «il governo Renzi con l’ultima legge di stabilità ha dato una sorta di possibilità di legalizzarsi, aderendo a una sorta di sanatoria. Ma in realtà solo una piccola parte dei centri di trasmissione dati ha scelto questa strada. Facendo questa scelta, in qualche modo diventano veri e proprio luoghi di azzardo, con l’obbligo di sottostare alle leggi italiane inerenti all’azzardo». Ma cosa avviene a quei centri di trasmissione che non hanno aderito?

«Non aderendo alla sanatoria - conclude Iori – restano nel limbo di quel vuoto legislativo che s’incrocia e si scontra fra leggi italiane e europee, che invece tendono a priviligiare le libere attività commerciali e inquadrano i centri di trasmissione dati all'interno di attività commerciali come qualsiasi altro negozio». (e.spa.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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