Meglio essere precari che avere una cattedra lontano da Reggio
Tanti gli insegnanti che rinunciano al tempo indeterminato Leonardi (Cisl): «Il rischio è di essere trasferiti fuori regione»
REGGIO EMILIA. Anche nella nostra provincia rimarrà delusa una parte degli insegnanti precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento che contavano sul decreto "buona scuola" per ottenere una cattedra stabile. Secondo i dati resi noti due giorni fa dal ministero dell'Istruzione, più di un quarto dei supplenti che ne hanno diritto ha rinunciato a chiedere l'assunzione a tempo indeterminato. Il motivo è semplice. Le nomine in ruolo verranno fatte su base nazionale senza alcuna garanzia di avere il posto vicino a casa, mentre le supplenze sono conferite nella propria provincia o in quella richiesta.
«Le persone interessate - osserva Monica Leonardi, segretaria provinciale della Cisl scuola - sono in gran parte donne di trenta, quaranta e più anni, con una propria famiglia e dei figli. Per molte di loro sarebbe un'impresa ardua accettare una sede d'insegnamento lontana, al di fuori della provincia e della regione. In tal caso dovrebbero rinunciare agli affetti familiari e, magari, aggiungere altre spese al mutuo da pagare per la propria abitazione principale».
Il problema si pone soprattutto per i docenti che risiedono nelle regioni meridionali, dove le cattedre disponibili sono poche. Per loro l'emigrazione al Nord è quasi ineludibile, se accettano la nomina in pianta stabile. Qui la situazione è diversa, ma anche alcuni precari reggiani saranno obbligati a cercare il posto altrove, in Lombardia, in Friuli o ancora più lontano: «Si tratta, ad esempio, - spiega Monica Leonardi - di quelli che insegnano storia dell'arte, lettere, latino e greco e lingue alle superiori». Viceversa nella nostra provincia, come nel resto dell'Italia settentrionale, rimangono liberi molti posti di ruolo di sostegno, di materie tecniche e di matematica, soprattutto nelle scuole medie inferiori. Saranno coperti, se lo saranno, da docenti del Sud o di altre regioni. Finora l'ufficio scolastico provinciale, ex-provveditorato agli studi, ha effettuato in luglio, secondo la vecchia normativa, soltanto le solite nomine in ruolo su posti vacanti, esaurendo le fasi zero e A del reclutamento. Gli insegnanti così stabilizzati saranno convocati la prossima settimana per scegliere la sede. Mercoledì 26 e giovedì 27 toccherà a quelli delle scuole dell'infanzia e primarie. Il giorno 28 verranno assegnate 46 cattedre delle scuole medie inferiori. Il 31 saranno conferite 73 cattedre delle superiori. Entro l'8 settembre, poi, saranno assegnate le supplenze annue convocando gli iscritti alle graduatorie ad esaurimento. Queste stesse persone, avendo diritto alla stabilizzazione secondo le nuove norme della "buona scuola", saranno poi riconvocate entro il 15 settembre per la fase B delle nomine in ruolo. In tale occasione potrebbero vedersi assegnata una cattedra stabile, ma lontana.
Il ministero, però, ha promesso che per quest'anno potranno rimanere provvisoriamente nella sede vicina, dove svolgono la supplenza. In ottobre, infine, sarà attuata la fase C, finalizzata al potenziamento dell'offerta formativa. Si prevede che per la scuola elementare venti posti di sostegno dovranno essere assegnati a docenti di altre province. Nell'intera regione Emilia-Romagna sono a disposizione per la fase C 1300 cattedre nella scuola primaria, 500 alle medie e 1500 alle superiori.
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