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La tragedia di Acerra: «Niente droga, solo antidolorifici»

La tragedia di Acerra: «Niente droga, solo antidolorifici»

Si difende il 46enne che ha provocato la morte di moglie e suocera

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CASALGRANDE. Si difende Raffaele Iazzetta, il 46enne di Casalgrande che era al volante dell’auto su cui, il giorno di Ferragosto, sono morte la moglie Antonella Renga (44 anni) e la suocera Raffaelina Ciardiello, di 66.

E’ sempre al capezzale delle due figliolette di 11 e 7 anni, ricoverate in Rianimazione all’ospedale Santobono di Napoli e tenute in coma farmacologico, rimaste ferite nello stesso incidente, e deve rispondere di tre accuse: omicidio colposo, guida senza patente e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11959388:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/08/19/news/commovente-addio-a-mamma-e-figlia-1.11959388]]

Ed è proprio l’esito di quel pre-test antidroga, al quale è risultato positivo, a pesare di più perché, continua a ripetere, io non mi sono mai drogato».

L’avvocato Matteo Mion, in un’intervista rilasciata al Mattino di Napoli, spiega la versione della difesa: «La positività al narco test non dipende dall’aver fumato o assunto sostanze stupefacenti. Raffaele Iazzetta è da tempo costretto a prendere un farmaco per un dolore serio alla schiena. Un medicinale composto da antinfiammatori e codeina, quest’ultimo un oppiaceo le cui tracce sono state rilevate dal test che ha fatto passare il mio assistito come un drogato alla guida». Ora si attende l’esito delle controanalisi.

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