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Sulle strade veloci di Reggio Emilia in arrivo l’autovelox

di Evaristo Sparvieri
Sulle strade veloci di Reggio Emilia in arrivo l’autovelox

Pronto il nuovo piano di sicurezza stradale, operativo entro ottobre. Allo studio le strade in cui si verificano più incidenti

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REGGIO EMILIA. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio delle autorità. E, dalle primissime ricostruzioni, non sono state escluse le ipotesi di un malore, di un colpo di sonno o di una distrazione trasformatasi in tragedia, nella quale ha perso la vita la 56enne Margherita Cremonesi. L’ex agente della municipale è rimasta vittima del frontale avvenuto venerdì mattina in via Inghilterra, all’altezza del cavalcavia con via Fratelli Rosselli. I testimoni hanno raccontato di un notevole tratto in contromano condotto dalla Kia guidata dalla 26enne K.K.: una corsa finita con l’impatto mortale contro la Golf, dove al volante c’era l’ex vigilessa. Un urto violentissimo. E ora via Inghilterra potrebbe essere una delle strade in cui sono in arrivo nuovi autovelox. O comunque sistemi per la regolazione della velicità. È questa una delle misure allo studio del Comune per limitare la velocità nelle strade a maggior scorrimento.

«La velocità è sempre un fattore che aumenta la gravità degli incidenti – afferma Alessandro Meggiato, dirigente del settore Mobilità del Comune – nel momento in cui c’è un impatto, si sprigiona un’altissima forza cinetica che, in generale, diventa tanto più grave quanto più c’è una velocità elevata». Nell’impressione generale della cittadinanza, proprio via Inghilterra è una delle strade più pericolose. Ma non la pensa così Meggiato, secondo il quale ci sono strade che hanno una maggiore incidentalità. Come via Teggi e la via Emilia a Masone. «Il tema della velocità è legato anche alla presenza di traffico. Se si è in coda, raramente succedono incidenti gravi, al massimo tamponamenti. Per questo gli incidenti mortali avvengono in genere di notte, quando le strade sono libere».

L’intenzione del Comune è quella di adottare un nuovo piano di sicurezza stradale, già presentato in giunta a fine primavera, nel quale si contempla il ricorso a nuovi autovelox automatici, in funzione h24 e senza la necessità di una pattuglia. Nel piano si individueranno i punti maggiormente critici, a cominciare da alcune priorità. La Prefettura, a cui competeva il via libera, ha già stilato un elenco di strade in cui ci sono i due requisiti richiesti per installare le telecamere: l’alto tasso di incidenti e l’impossibilità di fermare il veicolo per emettere sanzioni. Il piano sarà adottato ad ottobre. «Il problema di via Inghilterra c’è nel momento in cui non c’è molto traffico – conclude Meggiato – La strada è a due corsie, senza spartitraffico. Ci sono molte strategie per eliminare gli incidenti, come è stato già fatto. Rotonde, rallentatori e controlli delle telecamere. Nel caso di via Inghilterra sono da escludere rallentatori e dossi. Non solo per il tipo di traffico, ma anche perché transitano mezzi pesanti che diventano impattanti. Una cosa è certa: a Milano, intorno alle tangenziale, gli autovelox hanno ridotto i morti del 70%».

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