Campegine, i predoni del rame fanno razzìa di grondaie e cavi
Il furto è avvenuto nella zona di Valle Re. I ladri hanno colpito nel mulino e nelle case disabitate
CAMPEGINE. Continuano a fare razzìa sul territorio reggiano, i predoni dell’oro rosso. La caccia al rame – che non risparmia magazzini, ditte, binari ferroviari, cimiteri e neppure chiese – avviene anche in campagna. E precisamente nei casolari abbandonati, usati spesso come ricovero per attrezzi agricoli o per rotoballe di fieno, disseminati tra i campi coltivati.
L’ultimo furto è avvenuto a Campegine, nella zona dei quartieri di Valle Re, appena prima del rettilineo dell’autostrada e della parallela linea dell’alta velocità.
Probabilmente le due-tre case disabitate che si trovano in quel pezzo di campagna hanno attratto i ladri che, ingolositi dalla grande quantità di grondaie e cavi elettrici presenti, hanno iniziato a tenere sotto controllo le abitudini di chi lavora quei terreni. Dopo essersi preparati a dovere, e aver capito non solo quando agire ma anche dove e come colpire, i malviventi hanno compiuto il loro saccheggio. È stata sufficiente una notte per far sparire non solo tutte le grondaie verticali del vecchio mulino che si trova in via Quartieri del Mulino, ma anche i cornicioni di rame che correvano lungo tutto il perimetro del tetto.
I predoni devono aver lavorato per ore: prima si sono arrampicati sul tetto e hanno sollevato e spostato le tegole più esterne, poi hanno divelto le gronde orizzontali, lasciando il tetto completamente sguarnito. Con meno fatica, infine, hanno staccato anche tutte le grondaie verticali che erano attaccate alle pareti del mulino.
Non solo. Nella stessa notte i ladri hanno rubato anche i cavi elettrici – sempre in rame – che correvano lungo via Molino Re, per centinaia di metri.
Un buon bottino, caricato con tutta probabilità su un camion e portato al sicuro in un nascondiglio, in attesa di essere rivenduto.
Alcuni ladri – gli stessi o altri poco importa – tempo prima avevano messo gli occhi anche su una terza casa presente in zona: i proprietari avevano trovato la recinzione forzata e le grondaie verticali sparite. Per paura che potessero tornare a finire il lavoro, quindi, hanno posizionato dei blocchi di cemento per impedire l’ingresso a camion o furgoni.
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