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Investe un cane con l’auto e rischia di essere linciato

Andrea Vaccari
Investe un cane con l’auto e rischia di essere linciato

Boretto: dopo l’incidente il pescatore si è fermato per soccorrere l’animale ma i proprietari lo hanno insultato, aggredito e malmenato, costringendolo alle cure dei medici dell’ospedale di Reggio Emilia

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BORETTO. È stato massacrato di botte per aver involontariamente investito un cane, oltretutto dopo essersi fermato per verificarne le condizioni. È la brutta avventura accaduta a un 42enne di Reggio Emilia che, da appassionato pescatore, aveva trascorso una giornata a Boretto. Nel pomeriggio, conclusa la pesca, era ripartito dal lido Po e aveva imboccato l'argine, in direzione della rotonda che poi lo avrebbe messo sulla strada per la città. Dopo l’autolavaggio, a un centinaio di metti dal ponte, un cane - che stava passeggiando con i padroni lungo la ciclabile, probabilmente slegato e dunque libero di scendere e arrivare sulla carreggiata - gli ha improvvisamente attraversato la strada ed è stato investito.

L’automobilista, avvertito l'urto, si è subito fermato per accertarsi che il cane stesse bene ed è sceso dall’auto, preoccupato. A quel punto, su di lui si sono letteralmente avventate alcune persone, che dopo averlo insultato lo hanno aggredito con calci e pugni, accusandolo di aver fatto male al cane. Queste persone - dall’accento dell’Europa dell’est - hanno riversato sul malcapitato tutta la loro rabbia, fino a strappargli la maglietta che è poi rimasta sul ciglio della strada, a testimonianza dell’accaduto.

Gli aggressori sono quindi fuggiti mentre il 42enne ha richiesto l’intervento del 118. L’ambulanza della Croce Azzurra lo ha trasportato al Santa Maria Nuova, dove gli sono state prestate le prime cure. Alla luce delle numerose contusioni, i medici hanno optato anche per una Tac, per scongiurare eventuali lesioni interne. L’uomo, una volta dimesso dall'ospedale, ha presentato denuncia ai carabinieri. Ai militari spetterà ora il non facile compito di risalire all'identità degli aggressori, attraverso il racconto del pescatore e magari di qualche testimone di passaggio.

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