Gazzetta di Reggio

Reggio

Abusi sessuali, pronti i due identikit

di Tiziano Soresina
Abusi sessuali, pronti i due identikit

Caccia a due giovani: per la violenza alla 24enne al parco del Crostolo e per l’aggressione alla 17enne vicino al tribunale

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REGGIO EMILIA. Due casi difficili. Sono vicende avvenute circa un mese una dall’altra ed hanno un’aggressione a sfondo sessuale nei confronti di una giovane donna come inquietante e sgradevolissimo punto di contatto.

Ma c’è un altro filo conduttore, cioè la caccia – in entrambi i casi – di un nordafricano, perché le due giovani vittime sono convinte di aver avuto purtroppo a che fare in quei terribili momenti con un magrebino: il 20 agosto la 17enne che ha poi denunciato il tentato stupro si trovava lungo la ciclabile che collega il tribunale e via Pansa, mentre il 18 luglio la 24enne che ha raccontato fra le lacrime la violenza sessuale subita stava camminando nel parco del Crostolo, a Rivaltella. Sul primo caso indaga la squadra mobile (titolare dell’inchiesta è il pm Maria Rita Pantani), sul secondo i carabinieri coordinati dal pm Stefania Pigozzi.

Di quell’uomo che, trascinandola nella boscaglia, ha violentato la 24enne è stato fatto un identikit grazie alle indicazioni fornite dalla giovane, ma da quanto “filtra” non è stato riconosciuto dalla 17enne, cioè quel ritratto non combacia con i lineamenti dell’aggressore descritti dall’adolescente ai poliziotti.

Il racconto della studentessa è stato, comunque, circostanziato ed è caccia ad un nordafricano sui trent’anni che si muove in bicicletta e che ha molestato l’adolescente lungo la pista ciclopedonale quando stavano calando le prime ombre della sera (fra le 20 e le 21). Giovedì scorso la ragazzina, all’improvviso, si era trovata con addosso le mani di quello sconosciuto. Mani che le avrebbero sollevato la maglia per palpeggiarla. E qui è stata decisiva la reazione della ragazzina che è riuscita a liberarsi di quella "morsa" libidinosa e violenta, riuscendo a scappare. Non è chiaro se l'aggressore abbia cercato o meno d'inseguirla in bici, comunque lei è riuscita a rimanere lucida nonostante quanto accadutole ed ha trovato rifugio a casa di un'amica che abita non molto lontano dal punto dell'aggressione. Per avere qualche elemento in più ed individuare così quest’uomo sarebbe importantissimo che spuntasse uno o più testimoni dell’accaduto o almeno qualcuno che transitando in quella zona si fosse insospettito vedendo quel magrebino in bicicletta.

Testimonianze che sarebbero importantissime anche per la brutale aggressione al parco del Crostolo: i carabinieri hanno in mano un identikit, ma non il Dna del violentatore che quel giorno – intorno alle 13 – pare non aver lasciato materiale biologico sugli indumenti della 24enne. Un nordafricano che si aggirava con un asciugamano bianco annodato. Al bruto era riuscita, secondo quanto riferito dalla stessa vittima e accertato in ospedale, l'accortezza – per non lasciar tracce – di indossare un preservativo, prima di abusare di lei.

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