Gazzetta di Reggio

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Capolavori nascosti nella villa in degrado

di Serena Arbizzi
Capolavori nascosti nella villa in degrado

Correggio: nell’ex casa patronale dei Cattini, in stato di completo abbandono, scoperta l’opera dell’Art Nouveau realizzata da Émile Hurtré

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CORREGGIO. Dentro un gioiello artistico di raro pregio, immerso nella bellezza delle campagne alle porte della città. Fuori, un panorama fatiscente, che parla di degrado, incuria e mancata valorizzazione di un patrimonio che, se adeguatamente messo in risalto, potrebbe richiamare visitatori o fare riscoprire ai correggesi la bellezza di cui sono circondati.

La villa padronale di via Grazie sorge a pochissime decine di metri dalla parrocchia di San Martino Piccolo. Il grande stabile strutturato in tre vasti comparti risale alla fine dell’Ottocento e fino a pochi anni fa, al suo interno viveva il proprietario, Guglielmo Cattini, che possedeva, tra l’altro, anche il Palazzo dell’orologio, tra i simboli di Correggio. L’uomo viene ricordato dai vicini come una figura eclettica con una vita da eremita, solito circondarsi di animali, ma anche di vecchi cumuli di giornali e di rifiuti.

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Cattini, venuto a mancare nel 2008, era un ingegnere navale di straordinaria cultura, ma allo stesso tempo bizzarro: la sua residenza nobiliare era divenuta una sorta di bunker, dalla quale non usciva quasi mai. Dopo la scomparsa del proprietario, la villa dovrebbe essere stata ereditata dalla sorella che vive nel modenese. Oggi, la grande struttura padronale giace nel più totale abbandono, immersa in una vasta area verde e “assalita” da rovi, ortiche e vegetazione che ne circonda anche i muri, rendendo difficile percorrerne il perimetro. Proprio di fronte alla villa, sul lato sinistro, sono state buttate alcune slot machine, frutto di furti nei bar, trasformando quello che una volta era un tesoro in una discarica a cielo aperto.

Ma varcando la soglia dell’edificio, ci si immerge in un altro mondo. Dentro la grande dimora si trovano affreschi Art Nouveau che incantano chi li osserva e sono stati riscoperti dallo studioso di Riccione Andrea Speziali il quale ha riconosciuto il progetto dell’affresco alla villa padronale in un raro acquerello di Émile Hurtré e Jules C. Wielhorski.

«Ricordavo di avere già visto quel progetto tra le oltre 40mila immagini che colleziono fin da giovanissimo – spiega Speziali – Hurtré ha riproposto la stessa decorazione del ristorante francese “La Fermette Marbeuf” situato all’interno dell’hotel Langham di Parigi in una forma di arredo che comprende anche mobili.. Mentre le colonnine che compongono la parete nella villa di via Grazie sono affrescate, a Parigi le colonne sono realizzate in legno. Si può quindi pensare che il proprietario italiano si sia innamorato della decorazione del ristorante francese tanto da portare gli artisti in Italia per affrescare la sua casa o viceversa. Correggio presenta poche opere in stile Liberty. Oltre alla cornice di una farmacia – conclude il giovane studioso – gli affreschi in questa villa sono senza ombra di dubbio un capolavoro, sicuramente una tra le opere pittoriche più importanti della regione essendo realizzate da artisti francesi in voga per allora».

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