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In vigore il nuovo statuto della Provincia

In vigore il nuovo statuto della Provincia

Il presidente Giammaria Manghi: «Orgogliosi di questo atto di innovazione e slancio verso il futuro»

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REGGIO EMILIA. Da ieri è in vigore il nuovo Statuto della Provincia di Reggio: elaborato secondo quanto disposto dalla Legge Delrio e approvato tra giugno e luglio, sempre all’unanimità, dal Consiglio provinciale e dall’Assemblea dei sindaci. «La Provincia di Reggio è perfettamente in linea con la tabella di marcia fissata dalla Legge Delrio: si tratta di un’ulteriore e importante prova di disponibilità e affidabilità che rivendichiamo - commenta il presidente Giammaria Manghi - Abbiamo lavorato alacremente in questi mesi affinché la nuova Provincia fosse agile ed efficiente e soprattutto nascesse all’insegna della trasparenza e della condivisione con tutte le forze politiche e il territorio. Siamo orgogliosi di questo atto corale di innovazione e slancio verso il futuro, di cui tutti i Comuni reggiani si sono resi partecipi con il voto unanime in Assemblea dei sindaci, dando prova di serietà e lungimiranza». Il nuovo Statuto rappresenta un passaggio importante e necessario per ridefinire il ruolo della Provincia, in particolare nei confronti dei Comuni del territorio, esaltandone le funzioni di assistenza tecnico-amministrativa a favore degli enti locali, istituendo la Conferenza permanente dei presidenti delle Unioni dei Comuni quale strumento di coordinamento territoriale e ampliando il ruolo consultivo dell'Assemblea dei sindaci. Dotato di una struttura “leggera” - dice una nota - istituisce la presentazione delle linee programmatiche di governo, la mozione di sfiducia nei confronti del presidente e, in caso di cessazione dalla carica del presidente per qualunque ragione, l’affidamento delle funzioni vicarie al vicepresidente. Il nuovo Statuto riconosce inoltre alla Provincia il ruolo di rappresentanza generale degli interessi del territorio e della popolazione; amplia le materie di competenza del Consiglio; regola la delega per la partecipazione all’Assemblea dei sindaci, attribuibile solo a vicesindaco o a membri della giunta, e introduce uno specifico obbligo per il presidente di astensione dall’adozione di atti riguardanti il proprio Comune o la propria Unione.

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