La morte in casa del 28enne è diventata un giallo
Guastalla: tutto lasciava pensare a un suicidio ma la madre ha forti dubbi e si è rivolta a un avvocato. Sul caso il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha aperto un fascicolo e ha disposto che venga eseguita l’autopsia
GUASTALLA. Cinque giorni fa – intorno alle 12.30 – il colombiano 28enne Josè Antonio Rodriguez Consuegra era stato trovato privo di vita dalla giovane fidanzata guastallese all’interno dell’abitazione in Galleria Gonzaga, nel “cuore” di Guastalla.
Inutili i soccorsi del 118 e sul posto erano piombati anche i carabinieri per gli accertamenti di legge: il macabro verdetto parlerà di suicidio.
Ma la madre del 28enne – che lavora in loco come badante e da circa un mese non abitava più con il figlio – è rimasta fin dal primo momento scettica davanti alla ricostruzione di quanto accaduto fatta dagli investigatori ed ora (tutelata da un legale) ha chiesto alla procura che venga effettuata l’autopsia. Una morte che adesso diventa un giallo. Sulla fine di suo figlio la mamma 53enne vuole vederci chiaro, perché ritiene che Josè Antonio non avesse nessun motivo per farla finita e non aveva dato “segnali” di vivere un momento tale di sofferenza da portarlo ad uccidersi.
E poi le ultime ore del giovane colombiano “parlano” di una persona tranquilla che si era sentita con gli amici, poi il gesto estremo che lascia a dir poco dubbiosa la madre. Dipendente di una nota ditta guastallese (“Bertazzoni-La Germania”) e con la passione per l’arte (aveva studiato al liceo artistico Caravaggio), era fidanzato con una 19enne. Ed era stata proprio la sua ragazza ad insospettirsi – venerdì scorso – perché lui non le rispondeva al telefono e con il cuore in gola si era precipitata nell’appartamento di Josè Antonio, al quarto piano della Galleria Gonzaga.
La 19enne, non riuscendo a farsi aprire, sfondava a calci la porta e nella sala da pranzo aveva fatto la terribile scoperta. Ha cercato in tutti i modi di soccorrere il fidanzato, ma ogni suo sforzo era stato inutile, come pure il rapido intervento della Croce Rossa di Guastalla.Ma perché quel giovane artista, con un lavoro sicuro ed una vita sentimentale serena ha voluto farla finita?
Una domanda che da quel tragico giorno non lascia la mente della madre che adesso si è decisa a chiarire i suoi dubbi rivolgendosi alla procura.
Il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha aperto un fascicolo su questa vicenda e già oggi potrebbe essere effettuata l’autopsia dal medico legale incaricato dal magistrato.
Per gli inquirenti il suicidio rimane la causa di morte più accreditata, ma chi indaga non intende lasciare nulla di intentato, da qui l’ok per l’autopsia come richiesto dalla mamma di Josè Antonio.
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