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Un branco di lupi uccide gli animali di un allevamento

di Luca Tondelli
Un branco di lupi uccide gli animali di un allevamento

CASTELNOVO MONTI. Dopo il grido di allarme per l’eccessiva proliferazione dei cinghiali di pochi giorni fa, la Coldiretti di Reggio Emilia torna ad evidenziare i grossi problemi degli agricoltori,...

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CASTELNOVO MONTI. Dopo il grido di allarme per l’eccessiva proliferazione dei cinghiali di pochi giorni fa, la Coldiretti di Reggio Emilia torna ad evidenziare i grossi problemi degli agricoltori, specialmente quelli dell’Appennino (che già sono pochi), legati alla fauna selvatica, e in questo caso con una specie che scatena timori ben più atavici e profondi: il lupo.

Afferma la nota di Coldiretti: «È avvenuta nella notte tra domenica e lunedì l’aggressione da parte di un branco di lupi o cani inselvatichiti, non meglio identificati, verso alcuni animali allevati all’aperto e custoditi nei recinti di un’azienda agricola nei pressi di Castelnovo».

L’aggressione è avvenuta in località Gnana, poco distante da Gatta.

«Siamo di fronte _ afferma Assuero Zampini, direttore della Coldiretti reggiana _ a una situazione pericolosa che se gestita adeguatamente sin dal suo esordio potrà essere contenuta e limitata nei danni. Un branco di lupi ha sbranato 6 daini allevati all’interno di un apposito recinto da un’azienda agricola a Gnana, e inseguito una mandria di manze allevate all’aperto, una della quali ferita gravemente tanto da costringerne l’abbattimento. Molte aziende agricole di montagna si sono strutturate per tenere i bovini all’aperto investendo, come scelta per il loro futuro, su un’agricoltura a minor impatto ambientale, sul miglioramento del benessere animale e della qualità delle produzioni e sulla valorizzazione delle aree a pascolo. Ora si trovano costrette a riportare le bovine all’interno delle strutture per paura di subire altri attacchi».

Aggiunge l’agricoltore Giuliano Guglielmi, i cui animali sono stati attaccati: «Servono dei provvedimenti urgenti, perché conviviamo tutte le notti con questi branchi nei cortili. Le persone della mia zona di notte non escono perché hanno paura per la loro incolumità e non solo quella dei propri animali».

E aggiunge: «Oltre a fronteggiare il danno diretto subìto dalle aggressioni, che si può stimare tra i 2000 e i 2500 euro, ora mi trovo anche a dover gestire i costi di una riorganizzazione dell’allevamento con il mantenimento in stalla delle manze, valutabile in alcune migliaia di euro».

Solitamente, spiega poi Guglielmi, «l’attacco di un lupo è occasionale e sporadico e raramente avviene così a ridosso di area abitate. Queste scorribande che continuano ogni notte già da diverse settimane ci lasciano perplessi sulla natura degli animali coinvolti e ci fanno temere il peggio per il prossimo futuro delle nostre aziende e del nostro territorio. Il lupo infatti ha un capacità riproduttiva elevata e non ha un predatore naturale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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