Reggiana muore a 58 anni per un attacco d’asma
Dramma a Portovenere, i familiari di Patrizia Scalabrini si lamentano dei soccorsi: «Il 118 è arrivato dopo venti minuti, un ritardo forse fatale»
REGGIO EMILIA. L’attacco d’asma nel cuore della notte in un albergo di Porto Venere, poi il decesso dopo tre giorni in condizioni critiche nell’ospedale di La Spezia. E’ morta così Patrizia Scalabrini, 58 anni, conosciutissima in città perché impiegata e poi socia dell’autocarrozzeria Tricolore, inoltre a Coviolo dava sempre il suo contributo all’organizzazione dell’annuale sagra.
La tragedia si è consumata la settimana scorsa in terra ligure: mercoledì alle 3 la crisi asmatica, sabato mattina la morte. Patrizia con il marito Gianpaolo Catellani si trovava a Porto Venere in vacanza, ma non a caso i coniugi avevano scelto la nota località marina, perché lì la figlia Vanessa lavora nel ristorante del compagno (in precedenza la 39enne aveva gestito il Maxi Bar di via Fratelli Cervi a Pieve) e quindi le ferie potevano essere una buona occasione per incontrarsi e stare insieme.
Nei familiari cogliamo con il dolore di una morte così inaspettata anche l’amarezza per quanto accaduto nei momento febbrili dei soccorsi, cioè quando il marito – in albergo – si è reso conto della gravità della situazione, cioè che la moglie era stata colta da un attacco d’asma molto più serio di quelli con cui si era abituata a convivere da tempo.
«Mio papà ha chiamato subito il 118 – racconta commosso il figlio 35enne Alan Catellani che lavora pure lui nella carrozzeria Tricolore – e ci sono voluti circa venti minuti prima che arrivassero i soccorsi. Capiamo che muoversi nelle strade strette di quella zona della Liguria non sia una cosa semplice, ma venti minuti per giungere nell’albergo non ci sembrano pochi. Ci rimane il dubbio che quel ritardo possa essere stato fatale e per noi è un’ulteriore sofferenza. Ci tormenta il pensiero che a Reggio le cose avrebbero potuto essere diverse».
La famiglia pare non intenzionata a presentare denuncia, resta comunque questa dolorosa constatazione sul tempo occorso per soccorrere Patrizia che non è decisamente facile da digerire.
«Dopo quel malore mia mamma, nell’ospedale spezzino, non ha più ripreso conoscenza – prosegue il figlio Alan Catellani che, oltre come carrozziere, è conosciuto anche negli ambienti sportivi come calciatore del Campagnola – e sabato mattina è spirata. Ci hanno avvisato intorno alle 10: è stato un colpo tremendo».
I funerali della 58enne si sono tenuti tre giorni or sono nel cimitero di Rivalta (lì vengono sepolti i cittadini di Reggio che muoiono fuori dal comune). C’era tanta gente alla cerimonia funebre.
«Ho parlato con diverse persone – sottolinea, concludendo, sempre il figlio – e le loro parole mi hanno confermato una volta di più che mia mamma era una persona davvero fantastica. Una donna solare, buona, perfetta. Ci mancherà tantissimo».
La famiglia abita in via Rosselli e la seconda “casa” di Patrizia era da trent’anni l’autocarrozzeria Tricolore di via Norvegia, dove da impiegata era poi diventata contitolare dell’attività. Straziante il ricordo dei suoi colleghi di lavoro: «Una persona generosa – scrivono soci e personale – e disponibile verso tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerla e che ha dimostrato in ogni occasione la sua onestà, la sua bontà d’animo e l’indiscussa preparazione professionale nei rapporti con la clientela».
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