«Le Poste hanno perso la licenza di volo di mio figlio»
Cadelbosco Sopra, il papà del pilota Matteo Pinetti: «Ha rischiato di non poter frequentare il corso Ryan Air perché il pacco con tutta la documentazione non è mai arrivato a destinazione»
REGGIO EMILIA. Dall’orgoglio di aver superato, appena 22enne, una dura selezione ed essere stato scelto da Ryan Air, alla paura di non poter essere ammesso al corso di addestramento della compagnia aerea irlandese per coronare il suo sogno e diventare pilota di linea. Ha vissuto quest’incubo Matteo Pinetti, il talento di Cadelbosco Sopra che a soli 15 anni aveva iniziato a volare nella Top Gun Fly School di Reggio. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11096896:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/03/22/news/pilotero-gli-aerei-della-ryanair-1.11096896]]
Il motivo? Il pacco che conteneva la documentazione originale necessaria per ottenere la conversione della licenza italiana in quella irlandese, così come richiesto dalla compagnia aerea e accedere al corso obbligatorio di addestramento, non è mai arrivato in Irlanda, ma è andato disperso dopo essere stato consegnato all’ufficio di Poste Italiane di viale Timavo, a Reggio Emilia.
A raccontare la spiacevole vicenda, Lorenzo, il padre del giovane pilota, mentre il figlio sta volando sui cieli d’Europa.
«La mattina del 17 febbraio scorso abbiamo consegnato il pacco contenente tutta la documentazione originale richiesta da Ryan Air all’ufficio di viale Timavo 1 per una spedizione celere internazionale – spiega – Questo tipo di spedizione prevede la tracciabilità on-line e la consegna entro 48 ore lavorative. Dopo qualche ora ci siamo collegati al sito delle Poste per verificare il percorso del pacco».
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E qui la brutta sorpresa.
«Il pacco risultava sempre in lavorazione nell’ufficio postale di viale Timavo, così che ci siamo rivolti all’ufficio e abbiamo parlato con i due direttori ma nessuno ci ha spiegato dove fossero finiti i documenti».
«Per evitare di perdere la possibilità di accedere all’addestramento, mio figlio ha dovuto rifare tutta la documentazione in tempi record, recandosi prima a Bologna, poi a Milano per ottenere – perché le tempistiche erano davvero ristrette – nuovi documenti, la licenza italiana di volo e il certificato medico, e poi è volato personalmente in giornata a Dublino per consegnare tutta la documentazione e non perdere la possibilità di frequentare il corso che gli avrebbe garantito il lavoro. Ha sostenuto tante spese che non gli sono state risarcite».
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Dopo aver presentato denuncia ai carabinieri e un reclamo a Poste Italiane, dall’ufficio preposto è arrivato un risarcimento di 50 euro, in sostanza il costo della semplice spedizione. A quel punto, la famiglia Pinetti si è rivolta a un legale, l’avvocato Pierpaola Belpoliti, e ha inviato due lettere chiedendo un risarcimento di duemila euro per le spese sostenute, oltre al costo dei viaggi e del volo aereo in Irlanda, il pilota ha dovuto far tradurre la denucia ai carabinieri e consegnare una copia di questa insieme alla licenza di volo e ai certificati medici. «Quelle lettere alle Poste però – sottolinea Lorenzo Pinetti – non hanno mai avuto risposta. E’ stata persa la documentazione originale di mio figlio che ha avuto un danno non indifferente e nessuno si è degnato di darci una risposta...».
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