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Il cibo di strada su apecar, il "format" è tutto reggiano

Roberto Fontanili
Il cibo di strada su apecar, il "format" è tutto reggiano

L’idea messa in atto da un’azienda di Sant’Ilario che ha abbinato questa cucina alla possibilità di offrire un pasto a prezzi popolari, a Reggio come in tutta Italia

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REGGIO EMILIA. “ Street Food” o cibo di strada non è sinonimo di scarsa qualità, ma è il recupero di piatti tradizionali da mangiare con le mani, in compagnia o seduti in lunghe tavolate dove socializzare è più facile”, dice Stefano Tedeschi che assieme ai suoi due soci Gianni Boschini e Alessandro MIgliavacca, due anni fa hanno fondato a Sant’Ilario la società “Street Food Valley".

La start- up che si occupa di creare e organizzare eventi e manifestazione dedicati a diffondere la cultura del cibo di strada e questo particolare tipo di cucina. Il prossimo evento in calendario: “In Food WeTruk in Stazione” differenza di molti altri che li vedono girovagare per l’Italia settentrionale, questo fine settimana si svolgerà vicino a casa. In viale IV Novembre (in zona stazione) riunirà una ventina di cucine mobili montate su apecar, auto, furgoni riadattati con altrettanti cuochi che proporranno olive ascolane, gnocco fritto, hamburger di Fassona piemontese, o fiori di zucca fritti e baccalà. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12001233:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/28/fotogalleria/street-food-ecco-le-leccornie-che-si-possono-gustare-in-centro-a-reggio-emilia-1.12001233]]

«L’idea _ spiega Stefano Tedeschi _ è stata quella di mettere insieme storie diverse. Di chi la domenica parte con la sua cucina mobile e propone cibo di strada, mentre durante la settimana gestisce un ristorante e chi invece fa solo questo lavoro». Un mondo poco conosciuto che però si è sviluppato moltissimo e che per Stefano «mette insieme innovazione e tradizione e il gusto di recuperare vecchi automezzi come moto Guzzi e vecchie Citroen C2 o i pulmini Volkswagen».

Tutto è nato due anni fa con la prima manifestazione che si è svolta a Milano alla Fabbrica del vapore. «Visto il successo _ racconta ancora Stefano _ ci è venuta l’idea di organizzare queste manifestazioni. In Italia ce ne sono una trentina e sono centoventi i partecipanti e di questi una trentina sono reggiani». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12001165:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/28/fotogalleria/reggio-emilia-tutti-pazzi-per-lo-street-food-1.12001165]]

«Due anni fa abbiamo cominciato proponendo pollo e carni emiliane, legando insieme cucina e tradizione. Siamo partiti dalla cucina di Matilde di Canossa sostituendo negli arancini il riso, che allora non c’era, con il farro. Abbiamo avuto successo e da lì è partita l’idea di organizzare eventi come quello che si tiene da domani al 30 agosto e dove reggiani troveranno hamburger di Fassona o carne affumicata americana, frullati, gnocco e come dice uno delle insegne di un truk “Pizza e mortazza”. Il prezzo medio di una porzione di cibo di strada può andare dai tre agli otto euro e i diversi cibi saranno accompagnati da birra industriale o quella artigianale. Niente vino invece. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.11999395:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11999395:1649483705/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

A spiegare questa scelta potrebbero essere i due esperti ospiti della manifestazione: Michele Crippa noto gastronomo e collaboratore della rivista Gambero Rosso e Chef Rubio (Gabriele Rubini) il protagonista della nuova edizione di “Unti e bisunti” sull’emittente DMax. L’appuntamento per sentire sapori diversi e poter mangiare con le mani è per domani dalle 18.30 alle 24 e sabato e domenica dalle 12 alle 24 in via IV novembre.

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