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Spaccia droghe sintetiche al concerto dei Prodigy

Spaccia droghe sintetiche al concerto dei Prodigy

Arrestato dai carabinieri un 34enne, nei guai anche per dieci grammi di hascisc Ma il giovane in aula si difende: «Le pastiglie sono finte, del “fumo” non so nulla»

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REGGIO EMILIA. Sosta in prossimità dell’area – al Campovolo – dove si sono poi esibiti i Prodigy e ferma i giovani diretti al concerto ai quali chiede se «hanno bisogno di qualcosa».

Un atteggiamento che ha insospettito i carabinieri che, in concomitanza dell’evento musicale, avevano predisposto uno specifico servizio antidroga finalizzato a contrastare la compravendita di stupefacenti specie di origine chimica (ecstasy, anfetamine, lsd, chetamina). I sospetti si sono rivelati fondati quando, una volta intervenuti, hanno notato il giovane disfarsi di un involucro gettandolo in un tombino. Involucro che recuperato dai carabinieri è risultato contenere 25 dosi termosaldate – pronte allo spaccio – di sostanza risultata positiva al reagente Crystal Meth così come gli oltre 6 grammi di sostanza in scaglie rosa (anfetamine e metanfetamine meglio note come speed). Nei pressi di una pianta, proprio vicino al giovane, è stato poi scovato un ovulo chiuso con termosaldatura che è risultato contenere una decina di grammi di hascisc. Alla luce di quanto accertato il giovane, trovato in possesso anche di una settantina di euro, sequestrati in quanto ritenuti provento dello spaccio, è stato dichiarato in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Al termine delle formalità di rito, il 34enne Valerio Gualano (originario di Taranto, ma che vive a Bologna) è finito in cella.

Ieri mattina, poche ore dopo l’arresto, il 34enne è comparso in tribunale davanti al giudice Luca Ramponi e ha dato la sua versione dei fatti: «Sono venuto a Reggio e ho comprato delle birre – ha spiegato in aula – per poi venderle al concerto, ma contemporaneamente volevo piazzare delle pasticche di droga finta, insomma tirare dei “pacchi”. Avevo acquistato delle aspirine e le ho frantumate per creare delle pastiglie bianche, mentre quelle rosa sono pietre che ho dipinto io per ingannare i clienti. Della droga trovata vicino alla pianta non so nulla». Il giudice Ramponi ha convalidato l’arresto e disposto per Gualano – con precedenti penali – l’obbligo di dimora a Taranto. Sarà processato l’11 settembre.

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