«Vivo la crisi greca ma attenti, presto toccherà all’Italia»
La 29enne Michela Copellini si è trasferita vicino a Salonicco «Non vi è chiaro? La Germania costruirà un nuovo impero»
CASINA. Orgogliosa, come il popolo greco – con il quale ha condiviso gli ultimi dieci anni della sua vita – ha dimostrato alle telecamere di tutto il mondo. Questa la sintesi della testimonianza di Michela Copellini, 29enne nativa di Casina ma che dal 2006 vive in Grecia dove si è sposata con Lefteris Ndoannidis, un vigile del fuoco da quale ha avuto due figli, Iordanis di 17 mesi e Arianna nata a maggio 2015.
La famiglia vive a Kavala, paese nel nord est della Grecia vicino a Salonicco, dove Michela ha un lavoro a tempo indeterminato come impiegata in un panificio. La famiglia del famoso ceto medio, come si direbbe in Italia, ma che con la crisi economica che la Grecia si è trovata ad affrontare, ora è in difficoltà. Ma, nonostante tutto, dalle parole di Michela Copellini traspare una grande voglia di rimanere a fianco di quello che ormai è il suo popolo, per potercela fare e ritrovare il sorriso perduto.
Michela, pensa che gli ultimi accordi possano far calmare le acque oppure ci saranno ancora problemi per la Grecia?
«Fino a che gli accordi non vengono firmati per il bene del popolo – racconta la Copellini – ma solo per l'interesse delle banche, i problemi, purtroppo non finiranno mai».
In Italia si è avuta la percezione di un default della Grecia molto vicino. Da lì, come avete vissuto la situazione?
«Abbiamo temuto molto, così come ora io, da italiana, spero che la situazione che sto vivendo qui non si presenti alle porte della mia patria d’origine. Ma temo che anche in Italia, tutto questo sia molto vicino».
Significa che i greci pensano che all’Italia possa capitare lo stesso?
«Tutti qui sono convinti che dopo toccherà alla Spagna e poi all’Italia. Ma ancora non vi è chiaro? La Germania sta cercando di costruire un nuovo impero».
Però i greci hanno deciso, in un certo senso, il loro destino. Oppure il referendum è stata quasi una messa in scena politica?
«Domenica 5 luglio uscivi di casa per andare a votare e vedevi nelle espressioni della gente entusiasmo. Era la prima volta che i politici chiedevano l’opinione del popolo. Una sceneggiata? Non penso, il no doveva essere un nuovo inizio per il popolo greco. Dovevano cambiare tante cose. Invece, il nuovo accordo che è stato fatto, è peggio di tutti gli altri proposti finora».
Gli scontri di piazza che ne sono seguiti, erano previsti oppure inevitabili?
«Erano già stati previsti. Ma con gli accordi presi, invece di evitarli, tutti ma proprio tutti, a mio parere, dovevano scendere in piazza a protestare e far sentire ancora di più la propria voce».
Da italiana, cosa deve cambiare in Grecia?
«Il passaggio da Pasok e Nea Demokratia a Syriza è stato un cambiamento importante. Un cambio che doveva essere fatto. Queste due parti hanno governato per trent’anni lo Stato: sicuramente avranno una buona parte di colpa per la situazione attuale della Grecia. Oppure no?».
L’idea che ci siamo fatti qui in Italia è di un popolo estremamente orgoglioso della propria Nazione, anche quando doveva fare la fila per prelevare solo 50 euro. Ha notato differenza con gli italiani che vedono tutto nero anche quando le cose vanno bene?
«No, non noto più questa differenza. Ora come ora, italiano o greco che tu sia, non c’è alternativa. I soldi che abbiamo sono nelle banche e, qui in Grecia, lo Stato ci toglie il diritto di prelevarli».
Quali sono le difficoltà quotidiane che affrontate?
«La gente non ha più il sorriso sulle labbra. Tutti i giorni devi fare i conti con la psicologia umana. Esci di casa e sono tutti preoccupati, rassegnati e tristi. Quest’ultimo aspetto non aiuta il popolo a rimanere tranquillo. La speranza è di riuscire a sbarcare il lunario quotidianamente».
Cosa manca più di tutto?
«La stabilità, la sicurezza del giorno per giorno e del domani, di un futuro per me e per i miei figli».
Chi sono i più colpiti dalla crisi?
«Come in Italia, la generazione più colpita è quella dei giovani, che non hanno un lavoro e ora, neppure un futuro sicuro. Gli anziani la loro vita l’hanno vissuta, ora possono imparare a vivere con meno denaro. Ai bambini non manca quasi niente ancora. Ma i giovani, come fanno a costruirsi un futuro con, nel migliore dei casi, 600 euro al mese?».
Da italiana, come la vedono i greci in questo momento? È cambiato qualcosa rispetto a sei mesi fa?
«I greci sono sempre stati un popolo amorevole e socievole. Non è cambiato assolutamente nulla per me da prima a oggi. Sono stata adottata».
Hai mai pensato di tornare in Italia per non rimanere coinvolta nella crisi?
«All’inizio sì. L’idea mi era balzata in mente. Ma vedendo e sentendo la situazione che avete voi ora, non ci sarebbe stata molta differenza. E il bello ha ancora da venire. È solo questione di tempo».
Questa crisi, era nell’aria oppure è arrivata all’improvviso?
«È arrivata improvvisamente. E comunque ci si dimentica che in altre nazioni era già iniziata. E anche se la Grecia ora è sulla bocca di tutti, state sicuri che la Grecia non finirà, perchè è l’unica nazione che almeno prova a resistere».
Ha mai temuto per i suoi risparmi?
«Sicuramente in questo momento c’è la paura di perdere una parte dei risparmi in banca. Ma dobbiamo essere positivi. Speriamo non succeda».
Per il turista è favorevole venire in Grecia, oppure no? Si parla di forti sconti offerti dagli albergatori a fronte di pagamenti in contanti anticipati, visto che ci sono difficoltà ad accettare pagamenti con carte di credito.
«Credo che per i turisti che vengono in vacanza, non sia cambiato niente. E’ stata un’estate come le altre. Personalmente non ho mai sentito di questi sconti. Se non hai i contanti si può pagare comunque con carta di credito senza problemi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
