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Reggio Emilia, bimbo di due anni muore dopo avere ingerito detersivo per lavastoviglie

Reggio Emilia, bimbo di due anni muore dopo avere ingerito detersivo per lavastoviglie

Il piccolo, Carlo Russo, aveva bevuto qualche sorso del liquido nel bar dei nonni a San Martino in Rio. L'ospedale: "Improvvise complicanze cardiache"

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REGGIO EMILIA. Morire a due anni, per avere accidentalmente ingerito un liquido per lavastoviglie. E' l'immane tragedia accaduta tra San Martino in Rio e Reggio Emilia, dove ha perso la vita il piccolo Carlo Russo.I genitori abitano in via Bligny a Reggio Emilia.

"A seguito di improvvise complicanze cardiache insorte nella giornata di ieri e irreversibilmente peggiorate nella notte, questa mattina è avvenuto nella Rianimazione dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia il decesso del bambino di due anni giunto nella serata di mercoledì 25 al Pronto Soccorso dopo avere ingerito una dose di prodotto liquido caustico per lavastoviglie": questo il comunicato con cui la direzione dellArcispedale di Reggio Emilia, dove il bimbo era stato subito ricoverato, ha annunciato il suo decesso. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11995386:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/08/27/news/beve-brillantante-bambino-all-ospedale-1.11995386]]

La Direzione, si legge in una nota, "ha disposto il riscontro diagnostico per accertare le cause del decesso. Ai genitori e a tutta la famiglia la Direzione generale e i professionisti che hanno prestato assistenza in questa tragica circostanza porgono le più sentite e commosse condoglianze per il gravissimo lutto".

Dramma nel dramma, il bambino aveva bevuto inavvertitamente il brillantante nel bar dei genitori a San Martino in Rio. Il piccolo era sfuggito all'attenzione dei familiari e, forse attratto dal colore del liquido, ne aveva ingerito qualche sorso. Poi la corsa all'ospedale, dove le sue condizioni in un primo momento non sono sembrate particolarmente gravi, fino al tragica comunicazione di oggi. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12001205:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/28/fotogalleria/ciao-carletto-lo-strazio-dei-genitori-e-la-solidarieta-del-paese-1.12001205]]

La scheda

Cosa contengono i liquidi per lavastoviglie? Ecco la composizione standard

  • Agenti ossidanti (normalmente agenti sbiancanti a base di ossigeno): sono presenti in una percentuale che va dal 15 al 40%.
  • Enzimi: possono esser presenti in una percentuale compresa tra zero e il 5%.
  • Coloranti e profumazione: ognuno in quantita inferiore all’1%.
  • Solfato di sodio: è impiegato come antiaddensante e come inerte a basso costo. Circa il 50 % della produzione di solfato di sodio anidro è destinata all’industria della detergenza. E’ presente in una percentuale che varia dallo zero al 40%.
  • TAED (Tetra Acetyl Ethylene Diamine): è un ‘attivatore’ degli agenti sbiancanti presenti nelle pastiglie per lavastoviglie. Senza questo ‘attivatore’, a temperature inferiori ai 50°C gli agenti sbiancanti non sarebbero attivi. Sono normalmente presenti tra lo 0 e il 5%, in base alla tipologia di prodotto.
  • Fosfonati (della famiglia dei sequestranti o chelanti): totalmente solubili in acqua (e fotodegradabili), servono ad evitare la formazione di calcare, diminuiscono la durezza dell’acqua permettendo ai tensioattivi di lavorare al meglio. La loro percentuale è normalmente inferiore al 5%.
  • Carbonato di sodio (sorgente di alcalinità, ovvero aumentano l’alcalinità dei prodotti per semplificare lo scioglimento dello sporco.): presente nella percentuale che varia tra lo 0 e il 35%.
  • Strutturanti (riducono gli effetti causati dalla durezza dell’acqua eliminando gli ioni di calcio e magnesio e aumentano l’efficacia del detergente): sono i Fosfati (presenti tra lo 0 e il 70%), i Policarbossilati (inferiori al 5%) e i Silicati Alcalini (presenti tra lo zero e il 15%).
  • Tensioattivi (utilizzati per modificare la tensione superficiale dell’acqua allo scopo di semplificare la pulizia): tensioattivi non ionici, presenti in una percentuale inferiore al 5%.

Fonte: clicca qui [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12000338:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12000338:1649776224/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

I pericoli legati ai prodotti per la casa e il giardino

Sono al secondo posto nelle casistiche degli avvelenamenti e delle intossicazioni domestiche. Tutti i prodotti usati in casa per la pulizia (detersivi di ogni genere, detergenti, candeggianti, disincrostanti, smacchiatori, deodoranti, cere, lucidanti) e per la manutenzione (ammoniaca, soda caustica, colle, vernici, solventi), ma anche altri prodotti potenzialmente pericolosi (insetticidi e antitarme, concimi per le piante) non vanno mai tenuti a ”portata di bambino”, ma riposti in luoghi sicuri e non accessibili (per esempio in mobiletti alti o in armadietti chiusi a chiave) evitando di riporli sotto il lavabo.

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Occorre mantenere i prodotti nelle loro confezioni originali, perché su di esse sono riportati i segnali di pericolo e le indicazioni sulle sostanze tossiche presenti (elemento questo indispensabile da conoscere per la terapia da seguire nel malaugurato caso di ingestione), evitando il travaso del contenuto in contenitori normalmente destinati ad altro uso (come bottiglie dell’acqua o di bibite varie oppure barattoli con l’etichetta di prodotti alimentari), che possono poi venir confusi non solo dai bambini, ma anche dagli stessi adulti, con conseguenza spesso drammatiche.

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[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12000703:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12000703:1649488932/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]Le sostanze caustiche

Molti prodotti per l’igiene della casa contengono sostanze chimiche aggressive che possono essere molto acide (avere cioè un pH basso) o molto basiche (al contrario avere un pH molto alto) e la cui ingestione può causare ustioni o irritazione di vario grado. Contengono queste sostanze caustiche i comuni detergenti e disinfettanti per la casa (vedi tabella) come:

  • i detersivi liquidi o in polvere per lavastoviglie;
  • i pulitori per forni e per metalli;
  • gli igienizzanti per il water;
  • i disincrostanti e gli scioglicalcare;
  • gli sgorgatori per tubature;
  • i prodotti antiruggine;
  • l’ammoniaca;
  • la candeggina

Le conseguenze dell’ingestione di caustici possono essere svariate e dipendono dal tipo di sostanza ingerita, dalla concentrazione e dalla quantità. I sintomi e i segni che in genere possono comparire dopo l’ingestione di una sostanza caustica sono:

  • irritazione delle mucose;
  • tosse;
  • crampi e dolori addominali;
  • vomito;
  • ustioni del tratto gastrointestinale;
  • ulcerazione del tratto gastrointestinale;
  • convulsioni

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