Gazzetta di Reggio

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«Serve più controllo sull’accesso nel parco a mezzi motorizzati»

di Luca Tondelli
«Serve più controllo sull’accesso nel parco a mezzi motorizzati»

Ligonchio: intervento di Paolo Comastri, delegato della Fmi «Stato di anarchia e mancanza di senso civico dei centauri»

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LIGONCHIO. Dopo le critiche ricevute da richiedenti che se li erano visti negare, si è aperto un dibattito sul tema dell’accesso con mezzi motorizzati sui sentieri del Parco nazionale. Accesso che viene consentito al momento a chi sul territorio dell’alto crinale conduce attività agro – silvo – pastorali, ma anche recentemente ai raccoglitori “commerciali” di mirtilli che sottoscrivano l’apposito tesserino. Ora si discute se tutti coloro che salgono con mezzi a motore siano effettivamente autorizzati e se anche tra questi ultimi vi sia chi abusa dei permessi.

Sul tema interviene il Delegato provinciale della Federazione motociclistica italiana, Paolo Comastri: «Da una parte c’è la giusta e doverosa necessità dell’Ente di regimentare gli accessi con mezzi a motore e dall’altra da un effettivo, evidentissimo stato di anarchia al riguardo. C’è una situazione che sta rasentando la criticità; e lo affermo per esperienza e conoscenza diretta. Il monte Prampa è abituale meta di enduristi, Passo Cisa, dove da tempo la sbarra è stata addirittura divelta, è un passaggio obbligato per moto, quad e 4×4, basta sedersi nel piazzale del rifugio Monteorsaro o posizionarsi all’inizio della carraia che da Montecagno raggiunge Passo Cisa per rendersene conto. Così come spesso la sbarra del rifugio Segheria non solo è senza lucchetto ma costantemente alzata. Idem per quella della Presa Alta. Insomma, nell’area Parco ci si può andare impunemente come e quando si vuole con qualsiasi mezzo a motore senza che giustificazioni agro-silvo-pastorali ne legittimino l’utilizzo».

«Chi scrive – afferma Comastri – appassionato e convinto endurista da oltre 40 anni, si arrabbia di brutto quando, ad esempio, sta camminando in quell’angolo di paradiso che sono i Prati di Sara e si deve fermare per far passare moto o quad, non parliamo poi di 4×4; così come quando non riesce a convincere gli amici enduristi a lasciare perdere con le escursioni in moto sul Prampa, magari partendo dalle Fonti di Poiano. Vogliamo anche parlare, sempre ad esempio, della carrozzabile che dal camping Le Fonti di Cervarezza sale alle Cadoniche del Ventasso? E’ una questione di civismo, rispetto delle regole e buon senso che purtroppo, sempre e comunque da appassionato praticante dell’enduro, riscontro sempre meno».

«Il Parco, seppure alle prese con evidenti ristrettezze di bilancio e carenza di personale, è chiamato in ogni caso ad un maggiore, reale, incisivo e soprattutto doveroso controllo e tutela; cosa che ora mi pare proprio non avvenga. Non fosse altro che per dare credibilità ed applicazione al lavoro fin qui svolto dal suo presidente Giovanelli in difesa e tutela della valorizzazione dell’area; in caso contrario si legittimerebbe una situazione che sta divenendo davvero inaccettabile».

Lo stesso presidente del Parco Fausto Giovanelli è poi intervenuto sul tema, su posizioni che appaiono vicine a quelle di Comastri: «La limitazione degli accessi in auto in aree naturali protette è sancita dalla legge allo scopo di tutelare un bene comune e un interesse generale. Il tema dell’accesso a certe zone del Parco servite da rifugi parte da qui. Il Parco nazionale, a parte alcune giornate di affollamento e circostanze particolari, cerca di favorire la fruizione del territorio da parte di tutte le persone in tutte le sue parti. E’ però nostro dovere salvaguardare la tutela del teritorio del crinale. In questo senso da tempo stiamo considerando anche l’opportunità di istituire un servizio navetta, che con impatto minimo e controllato metta chiunque nelle condizioni di arrivare nei rifugi. Il Parco è disponibile a convenzionare e favorire un tale servizio sia coi titolari dei rifugi che con terzi che siano muniti dei mezzi e delle autorizzazioni».

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