Torneo triangolare per ricordare Matteo e aiutare il Grade
Montecchio: Francesco Merli, direttore dell’Ematologia «Presto andremo nella nuova sede e amplieremo i servizi»
MONTECCHIO. Anche la terza edizione del memorial Matteo Giavarini si è conclusa con una festa in ricordo del giovane calciatore scomparso nel 2012, a soli 26 anni, dopo una leucemia che in pochi mesi lo ha tolto all'affetto dei suoi cari.
Al triangolare di calcio ha partecipato un centinaio di spettatori, spinti dall'aspetto benefico della serata, il cui incasso è stato devoluto interamente al Grade (gruppo amici dell’Ematologia), il centro oncoematologico reggiano che ha seguito il decorso della malattia di Matteo e che tutt’ora sostiene la famiglia Giavarini, ancora duramente provata dalla scomparsa del figlio primogenito.
Al campo Notari di Montecchio erano presenti il presidente del consiglio comunale, Daniela Minardi, che ha portato i saluti dell'amministrazione dicendo che «ragazzi come Matteo Giavarini sono un dono per una comunità. Ragazzi che hanno valori e che hanno saputo affrontare la malattia con la stessa grinta e volontà con cui ha contraddistinto il suo percorso di studi e nello sport».
Dopo i ringraziamenti del presidente del Montecchio, Claudio Dosi, è stato il direttore dell'Ematologia di Reggio, Francesco Merli, a raccontare quanto il Grade, grazie alle donazioni, sta realizzando.
«Andremo presto nella nuova sede – ha rimarcato il medico, tra i fondatori del Grade – e questo consentirà di ampliare i servizi e migliorare la nostra lotta contro la leucemia ed altre malattie che stiamo affrontando da anni. Un progetto che ci sembrava irrealizzabile e ambizioso quando siamo partiti, ma che ora, oltre ad essere una realtà importante, sta dando risposte anche a pazienti provenienti da altre Regioni».
Dopo il dottor Merli, Annalisa Immovilli, che di Giavarini fu medico personale durante il decorso della leucemia, ha annunciato un importante novità: «A Reggio – ha spiegato la dottoressa del Grade – a breve riusciremo ad effettuare il trapianto aploidentico. Lo stesso che ha fatto Matteo, ma che, per poter ricevere quel trapianto di midollo da donatore compatibile al 50 per cento, dovette andare a Milano. Ora questo tipo di intervento verrà fatto a Reggio Emilia, e questo crediamo sia un grande risultato».
A Roberto Abati, che grazie al Grade ha sconfitto la malattia ed ora è diventato paladino della causa, spostandosi in ogni dove per raccontare la sua esperienza e per raccogliere fondi per l'associazione, è toccato il racconto della sua esperienza davanti a tanti giovani.
Silente la famiglia Giavarini, presente con papà Savio, mamma Gigliola, il fratello Andrea, la fidanzata di Matteo, Francesca, e nonno Lino Giglioli, dirigente storico del Montecchio, che hanno solo voluto «ringraziare il Montecchio e l'Amministrazione per quanto hanno fatto, stanno facendo e faranno per ricordare la memoria di nostro figlio».
Per quanto riguarda l’aspetto strettamente sportivo, il triangolare di calcio ha visto trionfare – come nel 2014 – il Marzolara, seguito dal Montecchio (secondo) e dal Boca Barco (terzo).
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