Gazzetta di Reggio

Reggio

rubiera

Venduti i macchinari della Terim ma il lavoro ci sarà solo per pochi

di Felicia Bonuomo
Venduti i macchinari della Terim ma il lavoro ci sarà solo per pochi

RUBIERA. L’Optima di San Damaso (Modena) ha acquistato nuovi macchinari e presto, probabilmente già a settembre, potrebbe partire una nuova produzione, con un pezzo dell’ex Terim di Baggiovara e di...

3 MINUTI DI LETTURA





RUBIERA. L’Optima di San Damaso (Modena) ha acquistato nuovi macchinari e presto, probabilmente già a settembre, potrebbe partire una nuova produzione, con un pezzo dell’ex Terim di Baggiovara e di Rubiera.

Il ragioniere Giancarlo Lei, infatti, storico dirigente della Terim e oggi titolare di Optima ha deciso di intraprendere questa nuova sfida: ha acquistato all'asta le attrezzatura, gli stampi per produrre le cucine che una volta venivano prodotte a Baggiovara e con una parte degli ex lavoratori Terim partirà con la produzione a San Damaso.

La Terim (con stabilimenti a Baggiovara e Rubiera) ormai ferma da anni, è in liquidazione, è stata una delle vertenze più rappresentative del settore in Emilia, con anni di confronti e proteste da parte dei lavoratori per cercare di riattivare una produzione storica.

Molti i tentativi, tutti vani, persino quello con gli egiziani capitanati da Farouk Khaled, con cui si era raggiunto un accordo per far ripartire gradualmente lo stabilimento e la sua produzione. Perché l’imprenditore egiziano aveva firmato l'accordo, per poi “sparire”.

Fino a quando non si è aperto il bando per la vendita dei beni strumentali della società metalmeccanica, mentre tutti i lavoratori (circa 400 quelli rimasti) erano stati messi in mobilità. E di fronte al bando si è fatto avanti Lei.

«Abbiamo effettuato l’acquisto all’asta – spiega lo stesso Giancarlo Lei – a dicembre scorso, ma abbiamo dovuto continuare a trattare con gli arabi, che hanno rilanciato, per poi riuscire a recuperare tutto. Loro non avevano la possibilità, come noi, di fare vero Made in Italy e poi la loro non è una mentalità industriale, come la nostra, ma commerciale. E così ho deciso di lanciarmi in questa sfida».

Il ragionier Lei racconta di aver contributo alla nascita di Terin nel lontano 1955. L’azienda la conosce bene, così come alcuni dei suoi lavoratori, alcuni dei quali porterà con lui a San Damaso, per la nuova produzione anche se non è ancora certo se li sceglierà a Baggiovara o a Rubiera.

La Fiom-Cgil, appresa la notizia (che già circolava da tempo) ha storto il naso e si domanda «perché Optima non abbia provato a definire tale acquisto nei quattro anni passati in cui, nelle more della procedura concorsuale (quanto la Terim era, appunto in concordato preventivo, prima della procedura fallimenatare), si è cercato disperatamente un imprenditore che fosse in grado di far ripartire Terim nel suo complesso. Forse la risposta è che in questo modo hanno voluto evitare tutti i vincoli di legge e di una trattativa sindacale?»

I sindacati, infatti, da tempo avevano incontri periodici presso il Comune di Modena riguardo la vertenza, ma per lo più veniva fatto il punto sulla liquidazione della società e sulla vendita delle sue parti, così come nell’ultimo confronto, avvenuto a metà luglio.

E oggi l'annuncio ufficiale, confermato dallo stesso Lei, dell’intenzione di arricchire la sua Optima, con un pezzo dell’ex Terim.

«L’invito che rivolgiamo a Lei – prosegue la Fiom – è di aprire un confronto con il sindacati su un piano industriale serio che sia in grado di rilanciare la produzione Terim e sul conseguente fabbisogno occupazionale, con l'obiettivo di rioccupare il maggior numero di lavoratori ex Terim oggi collocati in mobilità». Ma Lei risponde di non aver bisogno di rivolgersi al sindacato. «Molti dei lavoratori Terim – dice il ragioniere – li conosco. Ne prenderò, per iniziare, una decina. Vediamo come reagisce il mercato, se i clienti ci saranno. Inizio piano, ma penso in grande».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google