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Il Po mai così pulito anche se in secca, ma non è balneabile

di Franco Dallasta
Il Po mai così pulito anche se in secca, ma non è balneabile

Boretto: le anticipazioni della analisi dell’Arpa di Cremona sulla diminuzione dei solidi sospesi. E tornano le alborelle

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BORETTO. «Era parecchio che le sue acque non erano così limpide ed è da qualche anno che la situazione sta migliorando, ma a questo livello mai». Lo dicono gli esperti del Po e sembra che la conferma stia arrivando proprio in questi giorni di grande siccità delle analisi dell’Arpa della Lombardia, in particolare della provincia di Cremona.

Nella stazione di monitoraggio di Cremona si segnala una certa diminuzione del valore di solidi sospesi, che passano da 30 milligrammi al litro (giugno 2014) a 1,5 (giugno 2015)».

E’ esattamente quest’ultimo fatto che «contribuisce a dare maggiore trasparenza e minore torbidità» all’acqua del fiume anche se, almeno all’apparenza, nulla sembra cambiato.

Ma si tratta comunque di una buona notizia in un’estate che sarà ricordata soprattutto per l’emergenza-siccità. Quanto agli altri principali parametri, l’Arpa lombarda fa sapere «che non hanno subito significative variazioni tra il 2014 e il 2015».

Allo stesso tempo l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente mette in guardia dal trarre facili conclusioni sottolineando che «le norme di settore per la valutazione dello stato di qualità delle acque e del trend di miglioramento o peggioramento prevedono l’utilizzo di almeno un anno (meglio ancora di tre o sei) di set di dati sia di tipo chimico sia biologico».

Per esprimere un giudizio completo «è, quindi, utile aspettare la fine dell’anno in corso. In quel momento sarà a disposizione la serie delle informazioni chimiche e biologiche raccolte durante il 2015».

Nell’attesa del responso definitivo degli esperti, Vitaliano Daolio, originario di Novellara, gestore dell’Acquario del Po di Motta Baluffi e titolare di un’attività di pesca-turismo uno di quelli che il Po lo frequenta abitualmente, commenta positivamente le conclusioni dei rilievi dell’Arpa della Lombardia. Conclusioni che le sue sensazioni empiriche avevano anticipato.

«Il fiume è migliorato tantissimo negli ultimi tempi – dice Daolio – Un po’ perché i depuratori di Torino, Milano, Piacenza stanno funzionando e un po’ perché, a causa della crisi economica molte aziende hanno chiuso».

Le buone condizioni del Po sarebbero confermate «anche dagli indicatori biologici, come il ritorno dell’alborella e del persico reale. «Ora – continua Daolio – che abbiamo il ‘bene Po’, bisogna cercare di tutelarlo a 360 gradi affinché diventi una risorsa, anche dal punto di vista turistico, e non più un problema».

Il miglioramento delle condizioni del fiume, tuttavia, non sono ancora tali da consentire il ritorno alla balneazione che tanti anni fa era proprio il “punto d’eccellenza” del Po.

Il Grande Fiume resta comunque un sorvegliato speciale non solo per la sua salute ma anche per la sicurezza. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane verranno intensificati i controlli e le azioni di contrasto al bracconaggio, sia per quanto riguarda la pesca che i furti di motori e di natanti nei vari attracchi su tutta l’asta da Cremona a Ferrara.

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