Reggio Emilia, bimbo morto per detersivo. Un mese fa la denuncia della mamma: «Volevano rapircelo»
Retroscena inquietante sulla morte del piccolo Carlo Russo: un misterioso episodio in via Bligny venne raccontato dalla madre alla Polizia
REGGIO EMILIA. La tragica morte del piccolo Carlo Russo ha un retroscena inquietante, che circa un mese ha sconvolto i suoi genitori Antonio Russo e Giusy Cataldo, che per il loro figlio più piccolo mostravano un attaccamento ed un amore davvero eccezionali. E che, proprio per questo motivo, avevano nei suoi confronti un atteggiamento sicuramente più protettivo rispetto agli altri due fratelli ormai più grandicelli. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12001205:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/28/fotogalleria/ciao-carletto-lo-strazio-dei-genitori-e-la-solidarieta-del-paese-1.12001205]]
Un atteggiamento protettivo che era stato accresciuto da un episodio accaduto il 29 luglio scorso, a Reggio, nelle vicinanze della loro abitazione di via Bligny e che aveva lasciato terrorizzati sia il papà Antonio che la mamma Giusy Cataldo: un presunto tentativo di rapimento dello stesso piccolo Carlo ad opera di uno sconosciuto. I due genitori avevano raccontato alla “Gazzetta”, ancora impauriti, quello che era accaduto quel pomeriggio.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12000316:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/08/28/news/reggio-emilia-bimbo-di-due-anni-muore-dopo-avere-ingerito-brillantante-per-lavatrici-1.12000316]]
Secondo quanto avevano raccontato anche agli agenti della questura - dove i coniugi Russo hanno anche presentato una denuncia contro ignoti - Giusy Cataldo era appena scesa dall’autobus con il quale era appena tornata da San Martino in Rio, con il piccolo Carlo in braccio, quando le si erano avvicinate due persone, un uomo e una donna, con un passeggino vuoto e pieno di buste con dei vestitini. A quel punto avrebbero estratto un coltello intimando alla donna: «Se non ci dai il bambino ti ucciso».
Giusy Cataldo, terrorizzata, ha cominciato ad urlare richiamando l’attenzione di un uomo di colore che è intervenuto ma la coppia a quel punto avrebbe cominciato a giustificarsi dicendo che non era successo niente ma riuscendo quindi ad allontanarsi dal luogo prima che qualcuno potesse chiamare una pattuglia della polizia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12001302:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/28/fotogalleria/un-amore-cosi-le-foto-di-carletto-sul-profilo-facebook-del-papa-antonio-1.12001302]]
La mamma di Carlo, ancora sotto shock, era stata accompagnata in un bar dove, raggiunta da una Volante della questura, aveva raccontato tra le lacrime l’incredibile disavventura.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11854223:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/07/30/news/ora-abbiamo-paura-per-i-nostri-figli-1.11854223]]
Una vicenda che ha sconvolto la madre e sulla quale la Polizia aveva avviato immediatamente le indagini. La Polfer aveva anche fermato due persone sospette, che però sono risultate estranee e non sono state identificate dalla giovane madre, ma i genitori hanno chiesto di continuare le indagini per cercare assolutamente di identificare la misteriosa coppia. Da allora, infatti, Giusy Cataldo aveva paura a restare da sola a Reggio mentre Antonio era al banco del bar “Black &White” e, per questo, insieme al marito, stava cercando un’abitazione a San Martino in Rio, per trasferirsi definitivamente e riuscire a dimenticare al più presto la terribile esperienza vissuta.
Nessuno avrebbe mai pensato, invece, che soltanto un mese dopo il piccolo e vivace Carletto morisse per un tragico incidente accaduto proprio all’interno del bar, sfuggendo per un solo attimo al controllo della madre e ingoiando quel veleno dall’invitante colore azzurro. Una tragedia che rende ancora più incredibile il misterioso e terribile episodio accaduto un mese fa poco lontano dalla loro abitazione, nel quartiere dove sono conosciuti e stimati. (f.d.)
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