Sportello ad hoc in tribunale
In questi anni Comune e tribunale hanno cercato, il più delle volte riuscendovi, ad attutire l’impatto sociale degli sfratti. Dalla primavera scorsa, per esempio, il Comune è fisicamente entrato in...
In questi anni Comune e tribunale hanno cercato, il più delle volte riuscendovi, ad attutire l’impatto sociale degli sfratti. Dalla primavera scorsa, per esempio, il Comune è fisicamente entrato in tribunale: ogni giorno un assistente sociale occupa l’ufficio di fianco alla stanza del giudice, ha sotto mano l’elenco delle cause in discussione e può contare su un pc e su una connessione internet. L’elenco è importante perché in questo modo consente al Comune di “fotografare” la situazione che il giudice si trova a dover esaminare. In altre parole, il Comune sa in tempo reale se la persona o la famiglia sfrattata è seguita già dai servizi o se necessita di aiuto. A inizio mattina i giudici avvertono le persone convocate in udienza della presenza di un assistente sociale e della possibilità di rivolgersi a lui per un colloquio. Dopo il colloquio, il funzionario prospetta alla persona le varie possibilità: sistemazione temporanea, assegnazione di un alloggio pubblico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google