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Conad aperto anche la domenica pomeriggio, tutti contrari ma in fila alle casse

di Martina Riccò
Conad aperto anche la domenica pomeriggio, tutti contrari ma in fila alle casse

Novità da ieri nei punti vendita Le Vele e Le Querce di Reggio Emilia: spesa la domenica tutto il giorno. Tanti dubbi, però i carrelli si riempiono

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REGGIO EMILIA. Tutti contrari («Non è giusto lavorare di domenica») ma poi – vuoi perché in casa non c’è più acqua vuoi perché al rientro dalle ferie il frigorifero è più desolato del deserto del Sahara – tutti in fila alle casse del Conad.

Questo, in sostanza, lo scenario di ieri pomeriggio al supermercato Le Vele di via Adua, che per la prima volta, insieme al “cugino” Le Querce, ha tenuto aperto anche la domenica pomeriggio. Le meno entusiaste – non c’è bisogno di dirlo – erano le cassiere: la loro professionalità ha impedito che dalle loro bocche uscisse anche una sola parola di avvilimento, ma gli occhi erano fissi e i sorrisi non si sprecavano. Anche perché di clienti, a dire la verità, non se ne sono visti molti, e quelli che sono entrati nel supermercato non sono certo usciti con borsone piene di roba. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12015778:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/08/31/fotogalleria/spesa-domenicale-buon-afflusso-al-conad-delle-vele-1.12015778]]

«Sono venuto solo per prendere una bottiglia d’acqua perché dopo il gelato mi è venuta sete – ha ammesso Luca Verdini –. Ma se devo dire la verità sono contrario all’apertura di domenica: alla domenica non si deve lavorare». E questo è un po’ il mantra che riecheggia in tutte le corsie del supermercato, rimbalzando da una cassa all’altra (delle tre aperte).

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Marco Lammes, con famiglia a seguito, è andato oltre: «Mi vedete qui oggi – ha detto – ma non ci tornerò più di domenica. Siamo tornati adesso da Milano e siamo entrati per prendere quello che ci mancava a casa. Ma è un’eccezione – ha assicurato – non crediamo sia giusto far lavorare le persone di domenica e non approfitteremo più dell’apertura».

Sulla stessa linea Marco Ferrati: «Sono appena tornato dalle ferie – si è giustificato – e dal momento che in frigo non c’era niente sono venuto a fare un po’ di spesa. Ma non è giusto che i supermercati tengano aperti anche di domenica: la settimana è lunga, si può sempre trovare il momento per farci un salto. Mi dispiace per le cassiere e non ci tornerò mai più».

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Più possibilista Elisa Cantoni – con il cagnolino Tommy nel carrello – inviata dalla mamma al Conad per colmare l’assenza di cibo al rientro dalle ferie: «Di solito la spesa la facciamo al sabato, ma per le emergenze potrebbe servire».

Voce fuori dal coro, quella di Daniela Serban: «A me fa piacere che il Conad sia aperto anche di domenica – ha affermato –. Durante la settimana lavoro fino a tardi, quando torno a casa sono stanca e non mi va di andare a fare la spesa. Di domenica, invece, faccio un giretto e posso comprare tutto quello che mi serve in tranquillità perché c’è meno gente rispetto agli altri giorni. Spero che anche chi lavora nel supermercato possa guadagnarci qualcosa, in modo che questa apertura sia positiva per tutti».

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Luca Fantuzzi ed Elisa Paini che si trovavano al Conad alla ricerca di cartoni e non per fare la spesa ne hanno discusso parecchio. «Ho lavorato per un po’ in un centro commerciale – dice lui – e so quanto i dipendenti vengano sfruttati. Sono contrario all’apertura di domenica, la spesa si può fare durante la settimana. Anche in pausa pranzo se non si hanno alternative». «Faccio il chirurgo e so cosa vuol dire lavorare di sera, di sabato e di domenica – ribatte lei –. Quando hai il turno di domenica, il lunedì stai a casa e ti riposi. E poi tenere aperto tutti i giorni crea più posti di lavoro: se il Conad tenesse aperto 24 ore su 24, per esempio, avrebbe bisogno di due persone al giorno con turno di 12 ore, invece di una sola».

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