Gazzetta di Reggio

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Il festival sold-out, si pensa a un bis

Organizzatori entusiasti: tanti reggiani hanno dimostrato di gradire la kermesse

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REGGIO EMILIA. Street food, truk, groc fret. I primi due termini inglesi definiscono il cibo di strada preparato da cucine mobili, il terzo è il nostro nobile e tradizionale gnocco fritto che si trova a meraviglia in quell’ambiente che sposa cibo tradizionale e prezzi contenuti e gareggia alla pari con arancini di riso e piadine e i più moderni hamburger. E proprio il successo riscosso dalla manifestazione in zona stazione ha già fatto dire ad uno degli organizzatori che l’intenzione è quella di ripetere a breve in altre zone della città iniziative simili. «Una proposta che sia Confesercenti sia il Comune hanno accolto con interesse - dice Alessandro Migliavacca uno dei tre soci della società Street food Walley che ha curato l’organizzazione - anche perché “Stret food in Truk” è riuscita nell’intento di rivitalizzare una zona della città e l’ha fatto raccogliendo il plauso dello stesso Comitato IV novembre che raccoglie i residenti nella zona a cui non è arrivato nessuna protesta nonostante fino a notte inoltrata viale IV novembre sia stata occupata da tantissimi reggiani incuriositi, affamati e accaldati che hanno assaltato i 22 furgoncini provienti da diverse paarti del nostro paese. Ma Migliavacca pone soprattutto l’accento sul fatto che questo tipo di manifestazioni che ormai si svolgono in diversi week end in giro per l’Italia ha saputo imporsi e diventare un’occasione di reddito per molti giovani. «Proprio venerdì - sottolinea Migliavacca - hanno fatto il loro debutto due giovani modenesi che hanno attrezzato un apecar per proporre tigelle. E non sono un caso isolato». «Se partire con una cucina mobile richiede un investimento quasi pari a quello necessario per aprire un piccolo ristorante - racconta uno degli espositori che arriva da Lodi - però c’è più libertà e la possibilità di incontrare tante persone e realtà diverse».

A dispetto della sua lunga tradizione, il cibo di strada è anche un settore fortemente innovativo che trova nei social la sua vetrina. «Da qui - conclude Migliavacca - la creazione di una nuova app che consente di indicare il posizionamento del truk e informa dei piatti proposti e del loro prezzo. Perché anche per lo street fodd, la pubblicità è l’anima del commercio». (r.f.)

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