L’anguria di Reggio Emilia nella piazzetta di Expo
Centinaia i visitatori coinvolti nella “battitura” sotto la guida di Ivan Bartoli per riconoscere la maturazione del frutto
REGGIO EMILIA. È appena arrivata in rampa di lancio per ottenere l'Igp (Indicazione geografica protetta) e ha già conquistato due primati. L'anguria reggiana che ha ottenuto l'Igp provvisoria è infatti - ricorda Coldiretti Emilia Romagna - il primo prodotto specificamente reggiano ad ottenere l'Igp ed anche la prima anguria ad ottenere questo riconoscimento a livello europeo. Lo ha reso noto Coldiretti regionale che ha portato nel fine settimana l'anguria reggiana ad Expo, in Piazzetta Emilia-Romagna, per l'iniziativa «Bussa che è pronta», una dimostrazione che ha il sapore della tradizione.
Produttori appositamente arrivati dalle campagne di Reggio Emilia hanno infatti ripetuto un rito che si tramanda da secoli: la «battitura» con la mano dell'anguria per verificare se è matura. Nell'iniziativa sono stati coinvolti i visitatori di Piazzetta Emilia-Romagna che, con la guida degli esperti di Coldiretti, hanno potuto saggiare quali erano le angurie mature e quali no. L'anguria, diversamente da altri frutti, manifesta con segni poco evidenti la raggiunta maturità, pertanto lo stacco - ricorda Coldiretti - diventa operazione per esperti. Per tale operazione si è dunque affermata da tempo la mitica figura dello staccatore («spicador» in dialetto), personaggio che manifesta una particolare sensibilità nel distinguere lo stadio di maturazione del frutto verificando lo stato vegetativo della pianta, il cambiamento di colore della scorza, l'appassimento del cirro e il suono cupo del frutto percosso. L'occhio e la sensibilità dello «staccatore» sono il fattore più importante nello stacco del cocomero.
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Nel territorio vocato della pianura di Reggio Emilia la raccolta dei frutti avviene con un minimo di tre passaggi per appezzamento per asportarli nella condizione migliore di maturazione ed il prelievo viene effettuato il mattino quando il prodotto ha beneficiato del fresco notturno ed ha una temperatura adatta alla conservazione. Il prodotto è stoccato in ambiente ombreggiato e possibilmente fresco ma non freddo.
L'anguria reggiana ha ottenuto l'Igp provvisoria l'8 luglio scorso e dovrà attendere circa un anno per il riconoscimento definitivo. L'associazione dei produttori di Anguria Reggiana (Apar) ha un potenziale produttivo di circa 300 mila quintali, per un valore complessivo di 4 milioni di euro.
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