Rolo fa festa per la torre restaurata
Folla per la “inaugurazione” del simbolo del paese danneggiato dal terremoto
ROLO. «Squillate campane di Rolo, perché avete taciuto anche troppo!». Così il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, ha dato il via al suono delle campane della torre civica di Rolo, restituita alla comunità, dopo il sisma del 2012. Venerdì, in occasione dell'inaugurazione, in paese è stata festa grande: corso della Repubblica è stato invaso da lunghe tavolate per la cena organizzata da Comune, associazione “RoloinFesta” e parrocchia San Zenone. La partecipazione dei cittadini è stata talmente alta che gli organizzatori hanno dovuto rifornire i cuochi per completare le grigliate di carne. Dopo il concerto della “Parma Brass Quintet”, il suggestivo momento della “torre parlante”, con la sua storia e lo spettacolo di luci che ha illuminato la torre campanaria. Tra il pubblico, dirigenti e giocatori della squadra di calcio Ac Rolo e Adriana Barbieri, ultima campanara, 99 anni, menzionata dal palco dall'assessore alla cultura Daniela Camurri. Tanti gli applausi per lei. Prima del taglio del nastro,gli interventi del sindaco Fabrizio Allegretti, del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e del vescovo Cavina. Alla cerimonia erano presenti anche l'ex sindaco Vanna Scaltritri, i sindaci di Fabbrico e Rio Saliceto, rispettivamente Maurizio Terzi e Lucio Malavasi, oltre al vicepresidente della Provincia di Reggio, Ilenia Malavasi, e il parroco di Rolo don Callisto Cazzuoli. «Restituiamo alla comunità questa torre campanaria – ha detto Allegretti –. E' il primo edificio pubblico recuperato. Grazie alla tempestività dell'ex sindaco Scaltriti, che dopo la scossa del 20 maggio 2012 si è subito attivata per mettere in sicurezza la torre, i danni, dopo le scosse del 29 maggio e del 3 giugno, sono stati limitati. Il terremoto a Rolo è costato 50 milioni di euro. Cento le case danneggiate, oltre a decine di imprese». Bonaccini: «La torre è un simbolo di coesione sociale. Il terremoto in Emilia Romagna è costato 13 miliardi. La striscia colpita tra Reggio, Modena, Ferrara e Bologna, da sola, nel 2012 produceva il 2% del Pil nazionale. Ma la popolazione ha saputo reagire e rimboccarsi le maniche». Monsignor Cavina: «Fate che la voce delle campane non si perda in alto tra le nubi ma venga raccolta da cuori veramente e sinceramente in ascolto. Concedetemi la battuta: non sarà come nel film di Don Camillo e Peppone, che mettevano avanti le lancette dell'orologio: le campane richiamano all'unità civile e religiosa di questa comunità». Poi le visite guidate alla torre. Alle 22.30 il grande spettacolo di luci con la proiezione dei colori della bandiera italiana.
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