Addio ad Adele Denti, ex capogruppo del Pci
Reggio Emilia: è morta a 73 anni dopo una vita dedicata a politica, cooperazione ed emancipazione femminile
REGGIO EMILIA. Ha suscitato molto cordoglio la notizia della morte della reggiana Adele Denti, già dirigente dell'Udi (Unione Donne Italiane) e della cooperazione sociale, che è morta sabato a Caltanissetta, dove si era trasferita per seguire il suo compagno, il poeta nisseno Vittorio Stringi, al quale si era unita dopo essere rimasta vedova due volte e avere avuto dal secondo marito un figlio, che è un musicista affermato.
Adele Denti aveva 73 anni. Nelle ultime settimane era stata ricoverata in ospedale a causa della malattia che l'aveva colpita alcuni anni or sono e che le terapie appropriate sembravano avere contrastato efficacemente, permettendole di condurre una vita serena e intellettualmente attiva e di mantenere rapporti frequenti, via Facebook, con i tanti amici reggiani.
Insieme a Stringi curava, fra l'altro, gli incontri letterari del mercoledì con i giovani di Caltanissetta. A Reggio Adele Denti era dovuta ritornare per sottoporsi al trapianto del midollo spinale. Quindi le sue condizioni di salute erano nettamente migliorate, ma poi, in seguito a una ricaduta, era ritornata qui per un ciclo di chemioterapia.
La ricordano con molto affetto e commozione, in primo luogo, le donne che le furono accanto nella militanza ai vertici dell'Udi. «Era - riferisce Ione Bartoli - una donna dotata di molto coraggio e forza d'animo, che ha dedicato alla politica il massimo impegno e s'è dimostrata capace di decidere. E non s'è occupata soltanto della questione femminile».
Altrettanto commosso il ricordo di Loretta Giaroni. Adele era nata a Reggio nel rione della Rosta Vecchia, dove abitavano anche due storiche figure del partito comunista, Carmen Zanti e Eaco Catelli. Cresciuta in questo ambiente, si impiegò giovanissima nella cooperazione. La politica la attirava a tal punto che entrò presto nella commissione femminile del Pci.
Nel 1970 succedette a Eletta Bertani nella segreteria provinciale dell'Udi. «Adele Denti - sottolinea Ione Bartoli - è stata in prima fila nelle battaglie per l'emancipazione femminile e, poi, per il divorzio, per il nuovo diritto di famiglia, per l'aborto e per gli asili nido. Ha contribuito efficacemente a ottenere le grandi conquiste che hanno avuto Reggio come protagonista».
La sua crescita politica l'ha poi portata ad occuparsi di questioni generali e ad assumere importanti incarichi amministrativi. E' stata consigliere provinciale dal 1970 al 1980 e assessore provinciale alla sanità dal 1975 al 1979 nella giunta di Vittorio Parenti. Come membro della segreteria federale del Pci era responsabile della commissione enti locali.
Eletta nel consiglio comunale di Reggio, ne è stata la prima donna capogruppo del Pci quando anche la Democrazia Cristiana aveva una capogruppo, Carla Corbelli Mietto. All'impegno politico era subentrato quello nella cooperazione. Adele Denti nei primi anni Ottanta era entrata nella Cooperativa Reggiana Pulizie, diventandone presidente e dando avvio a quel rinnovamento che ha trasformato quella piccola azienda nell'attuale colosso Coopservice.
Alla fine degli anni Ottanta andò a Bologna ai vertici di Legacoop regionale come responsabile del settore delle coop sociali. Nel 1997 era stata tra le fondatrici del Forum permanente del Terzo settore. Dopo essere andata in pensione era rimasta socia volontaria di Coopselios.
«Adele Denti - sottolinea Giammaria Manghi, presidente della Provincia - è stata protagonista, insieme a Velia Vallini, Ione Bartoli e Lidia Greci, di quella proficua stagione amministrativa che ha saputo costruire percorsi educativi, psichiatrici e assistenziali nuovi, alla base del sistema di welfare reggiano».
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