Bimbo morto a causa del detersivo, interrogati i medici dell'ospedale
Il consulente del S. Maria escluso dall’autopsia. Detersivo nei tessuti del bimbo. I Russo: «Cause del decesso non chiare»
REGGIO EMILIA Una prima battaglia legale, l’autopsia, interrogatori a tamburo battente dei carabinieri con ora i medici del Santa Maria Nuova nel mirino: è stata, quella di ieri, una giornata a dir poco intensa sul piano giudiziario-investigativo relativamente allo spinoso caso del piccolo Carlo Russo, deceduto venerdì mattina in ospedale dopo che tre giorni prima aveva accidentalmente ingerito del detersivo per lavastoviglie, contenuto in un bicchierino posato sul bancone del bar dei genitori, cioè il “Black or White” di San Martino in Rio.
Le prime “frizioni” sono avvenute in tribunale – a metà mattinata – al momento del conferimento dell’incarico per l’autopsia al medico legale bresciano Samuele Manzoni. Non essendovi al momento indagati, ma solo l’apertura di un fascicolo da parte del pm Giacomo Forte per omicidio colposo, l’esame autoptico richiesto dalla procura s’inquadra giuridicamente come un “accertamento tecnico non ripetibile”.
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Ed è proprio partendo da questa considerazione tecnica che l’avvocato Alessandro Carrara (che tutela la famiglia Russo) ha nominato come parte offesa (i genitori sono gli eredi del bimbo di 2 anni deceduto) il proprio consulente (Paolo Redeghieri), ma si è opposto alla nomina del professionista che avrebbe voluto fare la Direzione del Santa Maria Nuova tramite l’avvocato Franco Mazza. E il pm Forte ha accolto il “no” secco del legale della famiglia Russo, ritenendo l’ospedale al momento non parte di quest’inchiesta (non vi sono medici indagati), ma solo destinatario del provvedimento della procura affinché la struttura sanitaria mettesse a disposizione per l’autopsia – quale depositaria giudiziale – il cadavere del piccolo Carlo ma anche un locale idoneo per effettuare l’esame autoptico.
«Ora cercheremo di capire al più presto cosa emergerà dall’autopsia» si limita a dire il legale che rappresenta il Santa Maria. L’avvocato Mazza non ha neppure presenziato –– sempre ieri – agli interrogatori dei vari medici ospedalieri che hanno avuto in cura il bimbo nei tre giorni del ricovero conclusosi in tragedia. Si tratta di medici non indagati e sentiti tecnicamente “a sommarie informazioni”, quindi senza l’ausilio di un difensore. I carabinieri – in caserma – hanno voluto ricostruire, attraverso le parole dei medici, cos’è accaduto dal momento in cui il piccolo è giunto in ospedale: diagnosi, terapie adottate, le complicazioni evidenziatesi.
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Contemporaneamente agli interrogatori è stata effettuata al Santa Maria Nuova l’autopsia che è durata oltre tre ore. Sarebbero state trovate sui tessuti tracce compatibili con l’ingestione del liquido caustico per lavastoviglie. Il medico legale Manzoni depositerà gli esiti dell’esame autoptico fra due mesi.
Come prevedibile, sulle cause che hanno portato all’arresto cardio-circolatorio fatale per il piccolo Carlo gli esperti ci vanno con i piedi di piombo e su questa risposta scatteranno le responsabilità penali. Da capire se sia stato o meno decisivo l’ingerimento del detersivo oppure se siano stati commessi degli errori nelle cure prestate al piccolo (in quei momenti delicatissimi l’ospedale aveva chiesto la consulenza del Centro nazionale d’informazione tossicologica di Pavia).
Ieri, in serata, l’avvocato Carrara – assieme ai familiari del bimbo morto – ha fatto un primo punto della situazione con il dottor Redeghieri che come consulente di parte ha seguito l’autopsia: «Non sono ancora chiare le cause che hanno portato all’arresto cardio circolatorio del piccolo Carlo – spiega il legale della famiglia Russo – e c’è la necessità di ulteriori approfondimenti. Al più presto entreremo in possesso delle cartelle cliniche (già sequestrate da chi indaga, ndr) che metteremo a disposizione del nostro consulente che a sua volta dovrà affidarsi ad un altro specialista per una specifica serie di problematiche. Nei prossimi giorni speriamo di avere un quadro un po’ più preciso. Per i familiari – conclude l’avvocato Carrara – resta un dolore immenso e presumibilmente domani si terranno i funerali. Solo dopo le esequie la famiglia potrebbe decidere di spiegare pubblicamente la propria posizione su questa tragica vicenda».
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