Gazzetta di Reggio

Reggio

E il caso dei profughi spacca anche il partito

E il caso dei profughi spacca anche il partito

Soncini: «Gestione superficiale del problema». Ibattici: «Venga a lavorare con noi nelle cucine»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il caso “profughi” a FestaReggio ora spacca anche il Pd, già alle prese con lacerazioni mai ricomposte del tutto tra bersaniani e renziani. A tornare sul caso dei richiedenti asilo è la vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Ottavia Soncini, renziana della prima ora, che dalla pagina del suo profilo Facebook attacca la direzione della festa e la segreteria provinciale, parlando di una gestione superficiale della vicenda.

«Ho colto le buone intenzioni degli organizzatori della festa, alla base di una scelta su cui non c'è stato un confronto aperto – scrive Soncini – la mancanza di percorsi predefiniti ha portato ad inopportune strumentalizzazioni da parte di altri partiti». Per la vicepresidente del consiglio regionale, «l’inserimento dei migranti tra i volontari continua ad alimentare un dibattito pubblico che crea tensione, ostacola i processi di accoglienza e un cambio di mentalità necessario affinché le persone non vengano considerate come un problema ma come una risorsa». Nel post, che ha innescato un forte dibattito, Soncini difende invece il ricorso a migranti volontari per «obiettivi di pubblico interesse (come tinteggiare le scuole, pulire le strade e i sentieri, la cura dei parchi...), svolti a favore dell'intera comunità del territorio, a favore dei Comuni e delle Istituzioni Pubbliche».

Parole che non sono andate affatto giù a Roberta Ibattici, componente ex civatiana della segreteria provinciale e responsabile dell’organizzazione della festa, a sua volta autrice di un post al veleno: «Invito Ottavia Soncini a venire in Festa e a dare una mano ai tanti volontari, come già fanno del resto molti sindaci, consiglieri regionali e parlamentari Pd - contrattacca Ibattici – Basta stare 10 minuti in una delle cucine dei ristoranti di FestaReggio per vedere i sorrisi dei ragazzi, la voglia di comunicare, l'affetto e rispetto con cui i nostri volontari li trattano». Per la responsabile della festa, «mandarli in quattro a pulire un fosso lungo una strada risponderà pure a criteri di pubblica utilità ma non fa nulla per creare relazioni, il vero motore di ogni processo di integrazione, il vero antidoto a ogni forma di razzismo. Qui c'è umanità, e tanta». Anche questo post ha generato un ampio dibattito. Fra i commenti, anche quello di Massimo Gazza, sindaco di Boretto, renziano al pari della Soncini, che prende le difese di quest’ultima: «Io sono stato alle porte, dunque ho l'anima salva. Sempre che si accetti il termine anima - risponde sarcastico – O devo proprio andare in qualche cucina? Giusto per saperlo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google