Catturati in strada con la refurtiva
In via Menotti arrestati i ladri di cantine che per ore hanno fatto la spola dalla palazzina presa di mira. Uno è già libero
REGGIO EMILIA. Facevano la spola dalla palazzina presa di mira alla strada vicina girato l’angolo per poi, evidentemente, avere il tempo di smistare con calma la refurtiva. E concedendosi anche il lusso di una pausa per un sorso di birra fresca, a metà dell’opera. Incuranti di essere colti sul fatto.
Ma tanta sfacciataggine ai ladri delle cantine, stavolta, è costata l’arresto: i residenti, infatti, hanno fatto in tempo ad accorgersi del furto e i carabinieri li hanno trovati ancora in strada. Si tratta due cittadini di nazionalità ucraina, il 36enne Oleksii Rozanov e il 30enne Sergiy Burnashov.
Tutto è successo domenica mattina. I due devono aver iniziato a “lavorare” a notte fonda, andando avanti fino all’alba. Per questo la loro azione non è passata inosservata. «Mia figlia alle 5.30 quando ha tirato su la tapparella ha notato passare queste due persone con le biciclette e cariche di roba» racconta uno dei condomini al civico 2 di via Menotti. «Lì per lì, non ci ha fatto caso» prosegue. E’ stato un vicino di casa, sceso di buon mattino in cantina a prendere qualcosa che gli serviva, a fare la scoperta: sei cantine aperte e vuotate di quello che contenevano e ha dato l’allarme.
Nel frattempo, i carabinieri allertati da un altro cittadino erano intervenuti in via Manara - a pochi passi da lì - per la presenza di due persone indicate come sospette.
Quando i militari di Santa Croce, con i colleghi del Radiomobile, sono arrivare li hanno sorpresi intenti a bersi una birra in strada. Vicino a loro due biciclette, tra cui una elettrica, una busta con svariati generi alimentari nonché un borsone con all’interno varie bottiglie di vino, alcune pregiate e risalenti agli anni Cinquanta. Poco lontano altre tre biciclette assicurate a un palo con un'unica catena. I due però hanno sostenuto di non sapere di chi fosse quella roba.
Sono stati portati in caserma per accertamenti, ma quando è arrivata la richiesta di aiuto da via Menotti per il furto delle cantine tutto è stato chiaro. I condomini poi hanno riconosciuto la refurtiva recuperata, anche se in parte erano già riusciti a portarla via. Per entrambi gli ucraini sono scattate le manette. Ieri mattina, in tribunale, i due – difesi dall’avvocato Angelo Russo – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al giudice Dario De Luca, durante l’udienza di convalida dell’arresto.
Il magistrato giudicante ha convalidato gli arresti e applicato per entrambi gli indagati misure restrittive: il 30enne Burnashov rimane in carcere, mentre il 36enne Rozanov (già noto per episodi simili) ha ora l’obbligo di dimora a Reggio: il che gli permette di poter continuare a lavorare, in quanto ha un regolare contratto in un autolavaggio come dimostrato dal suo legale. Saranno processati venerdì.
Intanto, però, nel condominio di via Menotti lo sconforto è tanto. Anche perché non è nemmeno la prima volta. «Eravamo già stati derubati nelle cantine a giugno – si sfoga una residente – poi sono tornata a mettere della roba dentro convinta che non sarebbero ritornati. Invece... Ormai questa città è invivibile».
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